Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 4 - 22 apr 2015
ISSN 2037-4801

Focus - Guerra  

Cultura

Là dove ti porta la '15-'18

La Grande guerra, che andò in scena fra il 1914 e il 1918, produsse profondi mutamenti nella società italiana, sia sul piano politico-economico sia su quello culturale. Fu la prima grande esperienza collettiva degli italiani, un momento di forte unione che rafforzò l’identità nazionale di tutta la popolazione e non soltanto di chi stava al fronte (furono 5 milioni gli uomini chiamati alle armi, di cui oltre 650.000 morti e circa un milione feriti). Durante il conflitto, a seguito delle alterne vicende belliche, i confini originari tra Italia e Austria-Ungheria subirono continue variazioni, che spesso non coincidevano con l’idea di 'Italia geografica’, in particolare per le cosiddette 'terre irredente’ (Trentino, Alto Adige, Trieste e Istria).

Il Cnr per il centenario del primo conflitto mondiale, in accordo con la Struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale della Presidenza del consiglio dei ministri,(http://www.centenario1914-1918.it/it/2014/04/21/sentiero-della-pace-il-progetto-cartografico), sta realizzando il progetto 'I luoghi della Grande Guerra’, per censire i siti teatro del conflitto. La ricerca, condotta dall’Istituto sull’inquinamento atmosferico (Iia) di Roma, è iniziata a fine 2013 e dovrebbe concludersi a marzo 2016. Interesserà il territorio di Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, fino a estendersi in Austria e Slovenia.

“L’Istituto sta conducendo una ricerca per la realizzazione di un sistema Gis di identificazione, archiviazione, gestione e disseminazione delle informazioni geografiche sui siti teatro della Prima guerra mondiale“, spiega Paolo Plini, responsabile della ricerca. “La ricostruzione su base geografica di eventi storici consente un accesso alternativo alle informazioni, con diverse visualizzazioni dei dati”.

Un viaggio nella memoria strettamente legato a luoghi, strade militari, camminamenti e trincee. “Si tratta di un territorio ricco di storia, ma del quale, tranne i maggiori sacrari e memoriali, si ha una conoscenza poco approfondita dei siti interessati dalla Grande guerra. È necessario indagare più nel dettaglio, per comprendere come anche le piccole aree geografiche, che magari riportano il toponimo italiano sostituito o affiancato da quello sloveno, abbiano svolto un ruolo significativo”, precisa il ricercatore.

Per l’accesso alla recente cartografia e alle ortofotografie di Italia e Slovenia, l’Iia impiega strumenti Web Map Service regionali e nazionali. “Per ognuno degli oltre 4.000 siti censiti e georeferenziati abbiamo indicato coordinate e altitudine, tipologia, attuale posizione amministrativa e nome nelle lingue nazionali”, conclude Plini. “Nella versione online, già attiva su http://webgis.iia.cnr.it/GGGIS/, è possibile consultare i siti già censiti e l'evoluzione della linea del fronte nelle tre lingue: italiana, tedesca e slovena”.

La mappatura italiana potrebbe costituire il primo nucleo di un progetto internazionale che coinvolga le nazioni confinanti, allora belligeranti. 'I luoghi della Grande Guerra’ è inoltre gemellato con Ta-pum, il percorso che unisce in circa 2.000 km. tutto lo scenario bellico, sia il fronte alpino sia il fondovalle: compiuto l’anno scorso da un team di alpinisti e sportivi, civili e militari, vede la partecipazione del Cnr attraverso alcuni istituti e ricercatori del Dipartimento terra ambiente (www.tapum.it)

Marina Landolfi

Fonte: Paolo Plini, Istituto sull'inquinamento atmosferico, Roma, tel. 06/90672392 , email paolo.plini@cnr.it -