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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 3 - 25 mar 2015
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Socio-economico

L'Ue secondo gli italiani

Sono stati presentati di recente presso la sede di rappresentanza della Commissione europea, a Roma, i risultati dell''Eurobarometro standard 82’, relativo all’autunno 2014. Il Rapporto nazionale riporta l’opinione dei cittadini italiani sulle priorità della Commissione su quattro settori per superare la crisi e rilanciare la crescita economica; la dimensione esterna dell'Ue; la democrazia; la fiducia e la comprensione delle istituzioni europee.

La disoccupazione e la crisi economica restano i problemi principali dell’Italia, secondo l’opinione della maggior parte degli intervistati. Tuttavia, rispetto al precedente sondaggio di giugno, la preoccupazione è in calo. Il 63% degli italiani è convinto che l’Ue sia responsabile delle politiche di austerity in Europa, tuttavia si dichiara favorevole alle misure attraverso le quali essa esercita la sua politica economica.

La maggioranza (88%) si schiera a favore delle riforme, considerate fondamentali affinché l’Italia possa rimettersi in sesto e affrontare il futuro e tra quelle auspicate, la modernizzazione del mercato del lavoro. Per rilanciare l’economia, il 70% degli intervistati si dice favorevole all’impiego di fondi pubblici a livello Ue volti a incentivare investimenti privati. Allo stesso modo, appoggiano l’idea di “un’economia che usi meno risorse naturali ed emetta meno gas a effetto serra”.

Riguardo alla dimensione esterna gli italiani sostengono la politica estera e di sicurezza comune europea e considerano positivamente l’accordo commerciale e di libero scambio tra l’Unione e gli Stati Uniti noto come 'Ttip’, (Transatlantic Trade and Investment Partnership), attualmente in corso di negoziato. L’euforia cala di fronte a eventuali allargamenti dell'Ue: il 52% si dichiara contrario a questa possibilità.

Il 73% degli italiani e il 71% degli europei auspicano una politica comune in materia di migrazioni, che sia di carattere difensivo e non inclusivo. In particolare, il campione italiano considera negativamente sia l’immigrazione regolare di cittadini comunitari (in opposizione, su questo punto, al campione Ue), sia quella clandestina di cittadini extra-comunitari. D’altra parte però gli italiani hanno un giudizio positivo sulla possibilità offerta dall’Unione europea di vivere e lavorare in altri stati Ue.

La maggior parte degli italiani interpreta la moneta unica come l’elemento distintivo dell’Ue ma nonostante si dichiari in maggioranza favorevole all’euro, in disaccordo con l’idea che esso renda la vita meno costosa, condivisa dai paesi aderenti. La distanza risulta evidente quando si chiede ai nostri concittadini se si sentano rappresentati dall’Ue: il 69% risponde: “La mia voce non conta”, il 52% non si ritiene soddisfatto di “come la democrazia funziona nell’Ue” e il 51% dichiara di non sentirsi cittadino europeo. Nonostante questa diffidenza, gli interpellati ritengono però che l’Italia possa affrontare meglio le sfide future all’interno della comunità.

Non mancano inoltre le critiche alle istituzioni europee, considerate comunque dagli italiani più affidabili di quelle nazionali. Lo scetticismo è dovuto in parte alla scarsa conoscenza di ciò che esse fanno, tanto che la maggioranza vorrebbe saperne di più. Pochi ritengono però utile inserire questa tematica nei corsi di educazione civica a scuola e soddisfacente viene considerata la copertura delle questioni europee da parte dei mezzi di informazione, prima tra tutti la televisione. Positivo infine il giudizio sulla libertà di movimento permessa dall’Ue e sui suoi valori fondanti (pace, democrazia, diritti umani), anche se manca una conoscenza adeguata sugli effettivi diritti dei cittadini.

Fabiola Di Sotto