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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 18 - 10 dic 2014
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Cultura

Narrazioni dell'incertezza

L’incertezza dei tempi presenti analizzata secondo le sue declinazioni narrative. Questo l’obiettivo del convegno  'Narrazioni dell’incertezza: società, media, letteratura’, svoltosi nel campus universitario di Chieti il 24 e 25 novembre scorsi. Promosso dal dipartimento di Scienze filosofiche, pedagogiche ed economico-quantitative dell’Università 'G. d’Annunzio’ e dal dipartimento di Comunicazione e ricerca sociale dell’Università Sapienza di Roma, il convegno ha visto il coinvolgimento di docenti, ricercatori e comunicatori delle Università di Urbino, Napoli Parthenope, del Molise, Padova, Roma Tor Vergata e del Consiglio nazionale delle ricerche.

 “Due giorni di lavoro dedicati al rapporto tra industria culturale, letteratura e società, studiato sul piano letterario, sociologico e pedagogico”, spiega Andrea Lombardinilo, docente di Sociologia dell'educazione e Sociologia dei processi culturali all’Università di Chieti. “In primo piano, l’evoluzione funzionale del medium letterario dall’epoca romantica all’era digitale”. Accanto alle modalità e alle strategie di promozione del confronto letteratura/società, l’attenzione è stata posta sul contributo che gli intellettuali non solo italiani hanno esercitato sullo sviluppo dell’industria culturale tra Otto e Novecento in ambito editoriale, giornalistico, televisivo, cinematografico, radiofonico, multimediale.

I lavori si sono aperti con il saluto di Stefano Trinchese, Gaetano Bonetta, Mario Morcellini e Ezio Sciarra. Il convegno ha preso il via con il panel 'Narrazioni e medium letterario, all’alba della modernità’, aperto dalla relazione di Mario Morcellini sui 'Promessi sposi’, letti come romanzo 'mainstream’ dell’Italia unita. A seguire, le relazioni di Rino Caputo sulla 'cotidiana sete di spettacoli’ intercettata dall’ultimo Pirandello; di Mariselda Tessarolo sul ruolo dell’industria culturale nel rafforzamento dell’identità collettiva; di Raffaella Antinucci sugli eventi comunicativi del bicentenario dickensiano.

Dedicato al tema delle 'Narrazioni dell’incertezza: letteratura e paradigmi mediali’, il panel del pomeriggio ha preso le mosse dallo studio del medium letterario (post)romantico (Antonella Del Gatto), per estendersi alla modernità leopardiana (Carlo Cappa), alla società mediale fotografata da McLuhan (Andrea Lombardinilo), fino al focus sull’umanità 'a una dimensione’ di Goffredo Parise (Andrea Gialloreto).

Al mondo delle 'Narrazioni in rete è stato dedicato il panel aperto dalla relazione di Lella Mazzoli ('Gli italiani, i consumi e gli stili culturali. Servono nuove narrazioni?’). A seguire le relazioni di Ilaria Filograsso sul rapporto tra libri per ragazzi e contesto digitale; di Antonella Golino sulla rivoluzione inavvertita del web; di Stefania Parisi sul rapporto tra intelligenze e corpi tra biografia e finzione; di Giovanni Prattichizzo sulle pratiche narrative nella social network society. Chiusura dei lavori riservata al panel 'Miti e paradigmi della società mediale’, che ha proposto focus sulla comunicazione della scienza (Marco Ferrazzoli), sulla letteratura utopica e distopica (Marco Bruno), sul mito di Omero nella lezione di Adorno (Elsa Bruni), sul rapporto tra cinema e giustizia (Guido Vitiello), sul connubio tra comunicazione e formazione nella società mediale (Claudio Crivellari). “In conclusione, sono emerse alcune istanze interpretative della complessità sociale e delle sue evoluzioni comunicative”, sottolinea Lombardinilo.

U.S.