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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 17 - 26 nov 2014
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Salute

Con l'e-cig si può smettere

Un fumatore su due riesce a smettere, con una significativa riduzione dei danni respiratori, grazie a un uso corretto della sigaretta elettronica. Ad affermarlo una ricerca dell’Osservatorio fumo, alcol e droga dell’Istituto superiore di sanità (Iss), realizzata in collaborazione con il Centro antifumo dell'ospedale San Giovanni Bosco (Asl To 2) di Torino.

La ricerca ha coinvolto 18 uomini e 16 donne, di 40 anni, reclutati tramite l’ospedale San Giovanni Bosco, che fumavano circa 20 sigarette al giorno da almeno 20 anni. I partecipanti sono stati sottoposti ad accurate visite e alla misurazione del monossido di carbonio nell’espirato come marcatore dell’assorbimento dei prodotti di combustione della sigaretta. A tutti è stato proposta la sigaretta elettronica in sostituzione della tradizionali ed è stato spiegato come si assorbe nicotina dall'e-cig senza incorrere in crisi da astinenza o iperdosaggi.

"Già dopo il primo mese di studio, il 74% dei partecipanti utilizzava la sola sigaretta elettronica, il 18% fumava sia questa, da 1 a 5 sigarette normali e solo l'8% dei partecipanti continuava a fumare le normali sigarette", spiega Fabio Beatrice, direttore del Centro antifumo dell’ospedale torinese. “I fumatori di elettronica e misti presentavano un valore di monossido di carbonio nell’espirato significativamente più basso, raggiungendo i livelli cosiddetti normali (0,3-0,5%) presenti nella popolazione non fumatrice".

"L'efficacia della sigaretta elettronica è legata al suo corretto uso che permette, nei forti fumatori, di assimilare la giusta quantità di nicotina per evitare tossicità da eccesso o crisi di astinenza", afferma Walter Ricciardi, commissario straordinario dell’Iss. Il passo successivo prevede la riduzione scalare della quantità di nicotina assunta, sotto la guida del personale sanitario, per arrivare a un parallelo abbattimento del danno al sistema cardiovascolare.