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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 16 - 12 nov 2014
ISSN 2037-4801

Vita CNR   a cura di Francesca Gorini

Salute

Ancel Keys, promotore della dieta mediterranea

Si è svolto lo scorso 6 novembre, presso l’Area della ricerca del Cnr di Milano, il convegno di informazione ed educazione nutrizionale 'In avvicinamento all’Expo2015 ricordando Ancel Keys’, dedicato al fisiologo statunitense che fu tra i primi, già a metà degli anni ’50, a riconoscere i benefici della Dieta mediterranea. Scopo dell'iniziativa, promuovere la salute nei luoghi di lavoro, con particolare riferimento al ruolo dell’alimentazione nella prevenzione di malattie cardiovascolari, metaboliche, oncologiche e dell’osteoporosi.

“Quando parliamo di dieta mediterranea non possiamo non fare riferimento a Keys”, spiega Roberto Volpe del Servizio prevenzione e protezione (Spp-Cnr) di Roma, organizzatore dell’evento. “Nel suo 'Seven Countries Study’, in particolare, mise in relazione il tasso di mortalità per malattie cardiovascolari delle popolazioni italiana, greca e iugoslava rispetto a quelle di paesi come Finlandia, Olanda e Stati Uniti (oltre il 50% in meno) proprio con le diverse abitudini alimentari. Ricerche successivamente confermate da innumerevoli studi e pubblicazioni scientifiche, che hanno portato nel 2010 l’Unesco a proclamare la dieta mediterranea 'patrimonio dell’umanità’”.  

Un modello nutrizionale unico, caratterizzato da una ripartizione ottimale delle calorie (carboidrati 55%, grassi 30%, proteine 15%), ridotta quantità in acidi grassi saturi, grazie alle presenza di carni bianche, e ricchezza in acidi grassi monoinsaturi (olio d’oliva) e polinsaturi della serie Omega-3 (pesce, frutta secca), fibre (cereali, legumi, verdura, frutta), proteine vegetali (cereali, legumi) e antiossidanti (verdura, frutta, olio d’oliva, vino).

“Senza dimenticare altri aspetti quali la stagionalità, l’ecosostenibilità, la convivialità”, prosegue il direttore dell’Spp-Cnr Gianluca Sotis. “È proprio l’insieme di tutti questi componenti che contribuisce a fare degli italiani uno dei popoli più longevi al mondo, secondi solo ai giapponesi, e a far sì che vivano quasi due anni più dei britannici e dei tedeschi e quattro anni più degli statunitensi”.

L’evento ha avuto anche interessanti risvolti 'pratici’: alcuni ricercatori dell’Istituto di biometeorologia (Ibimet-Cnr) di Bologna, al termine del convegno, hanno coinvolto i partecipanti in un assaggio guidato di diversi tipi di olio extravergine di oliva, uno degli alimenti tipici della dieta mediterranea. “È stato insegnato a riconoscere la sensazione del piccante e il sapore amaro, che, seppur percepiti da alcuni come difetti, sono in verità indicatori della freschezza dell’olio extravergine di oliva e della presenza di antiossidanti naturali come i fenoli”, spiegano Massimiliano Magli e Stefano Predieri. “Sostanze che, insieme agli acidi grassi monoinsaturi, alle vitamine A ed E e ai fitosteroli, conferiscono all’extravergine d’oliva qualità terapeutiche”. 

L’evento è stato organizzato dall'Spp-Cnr di Roma e Milano e dall'Ibimet-Cnr di Bologna, nell’ambito degli incontri preparatori a Expo2015 e del progetto congiunto 'Eat well for a healthy third age’ (EWHeTA), condotto all’interno del Programma nazionale di ricerca sulla salute degli anziani. Tra i partecipanti, Vincenzo Longo dell’Istituto di biologia e biotecnologia agraria (Ibba) del Cnr, il direttore della Nutrition Foundation of Italy Andrea Poli e rappresentanti della Società italiana per lo studio dell’arteriosclerosi (Sisa).

Fonte: Roberto Volpe, Servizio prevenzione e protezione del Cnr, tel. 06/49937630 , email roberto.volpe@cnr.it -