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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 16 - 12 nov 2014
ISSN 2037-4801

Focus - Il muro di Berlino  

Cultura

Murales per 'colorare' il passato

È la più lunga galleria d’arte all’aperto del mondo la East Side, ovvero il tratto lungo del Muro di Berlino sottratto all’abbattimento come simbolo della libertà. Su questa superficie, a partire dall’evento che ha segnato la riunificazione della città, si è espressa tutta la creatività degli 'street artists’, accorsi da ogni parte del mondo per trasformare il grigio cemento in una lunga striscia variopinta ispirata ai temi della pace e della fine della guerra fredda.

Il bacio 'The mortal kiss’ fra Erich Honecker e Leonid Brenev, la Trabant - macchina prodotta a partire dagli anni Cinquanta nella Repubblica democratica tedesca (Rdt) - che sfonda il muro stesso in 'Test the best’, sono tra i primi murales realizzati dopo la caduta della 'cortina di ferro’ avvenuta nel 1989.

Prima di allora, se il lato ovest era già stato invaso da scritte e segni per sottolineare la libertà di espressione, il lato est era una distesa immacolata e cupa. La demolizione non ha spazzato via tutto. Di quel passato rimangono frammenti rimasti nelle tasche dei visitatori e la variopinta Est Side, che corre sulla Mühlenstrasse, parallela al fiume Sprea, una delle testimonianze più significative del fenomeno del graffitismo e della 'urban art’ che a tre decenni dalla sua nascita ha influenzato numerosi settori della vita quotidiana, dalla pubblicità al design, dalla moda al marketing.

“La street art, come i mezzi di comunicazione di massa, si offre a un pubblico vasto per lanciare messaggi e far conoscere una particolare visione del mondo”, spiega Sandra Fiore storica dell’arte dell’Ufficio stampa del Cnr. “Spray, stencil, sculture, installazioni sono tra i mezzi più utilizzati da questi artisti che scelgono come supporti pareti urbane, vagoni ferroviari, saracinesche, per un modo di esprimersi lontano anni luce dalle atmosfere patinate delle Gallerie”.

Non a caso il graffitismo nacque nei quartieri poveri di New York. “I 'writers’ attraverso tag e firme ermetiche manifestavano la loro protesta verso una società che ignorava ed emarginava i più deboli”, prosegue Fiore. “Solo dopo la nascita della United Graffiti Arts nel 1972 e la prima mostra dedicata alla loro produzione, questo movimento assunse un carattere di rilievo: i graffiti, quali semplici sigle o scritte, lasciarono il posto a opere più complesse e colorate, tanto da ricevere l’attenzione di importanti galleristi. Tra gli artisti che conquistarono l’attenzione della critica, Basquiat e Keith Haring divennero le principali icone”.

Da simbolo di divisione politica e ideologica, il muro di Berlino è diventato opera di grande valore storico e artistico ed è posto sotto tutela dal governo tedesco. Nel corso degli anni, le intemperie e la consuetudine di portare via un pezzetto di cemento come souvenir, hanno danneggiato la superficie, tant’è che nel 2009 anno del primo anniversario della caduta, l’East Side ha subito un intervento di restauro al quale hanno partecipato anche molti autori dei murales.

U.S.

Fonte: Sandra Fiore , Ufficio Stampa del Cnr, tel. 06/49933789, email sandra.fiore@cnr.it