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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 3 - 14 apr 2010
ISSN 2037-4801

Focus - Energie alternative  

Tecnologia

Rifiuti in cambio di energia pulita

Il progetto triennale di ricerca Flexgas (Near Zero Emission Advanced Fluidised Bed Gasification), partito a luglio 2007 e che si concluderà a giugno 2010, ha coinvolto nove partners pubblici e industriali provenienti da cinque paesi dell'Unione europea, per un costo di circa 2,5 milioni di euro, finanziati al 60% dalla Commissione Europea e con un contributo del Consiglio nazionale delle ricerche pari a 273 mila euro.

Il consorzio è stato coordinato da Francesco Miccio, dell'Istituto di ricerche sulla combustione (Irc) del Cnr di Napoli, che spiega: "Il progetto ha studiato la gassificazione in letto fluido, in merito alla quale Irc-Cnr possiede una larga e riconosciuta competenza. Oiettivo di Flexgas è contribuire allo sviluppo sostenibile del carbone e valorizzare le risorse indigene fossili e rinnovabili, che rappresentano un'alternativa al petrolio".

Le attività di ricerca hanno riguardato la conversione energetica di combustibili solidi di origine naturale o derivati da rifiuti, quali biomasse e Pet, in congiunzione con carbone fossile, sono previste attività di divulgazione dei risultati attraverso un sito web di pubblico dominio (www.flexgas.cnr.it), l'organizzazione di un workshop e la promozione dell'attività presso le amministrazioni centrali e locali.

"Il principio del gassificatore",  prosegue Miccio, "si basa sul fatto che i materiali solidi organici di origine fossile, naturale o derivati da rifiuti, possono essere trasformati con un processo termo-chimico in un prodotto gassoso, il gas di sintesi, che è utilizzabile come combustibile in turbine, motori a combustione interna, celle a combustibile e bruciatori. Queste condizioni consentono prestazioni superiori, nonché la possibilità di operare con impianti di medie-piccole dimensioni, quindi di maggior flessibilità. Oltre a trattare in maniera ecologicamente corretta i rifiuti, le aziende potranno riutilizzare i propri scarti per ottenere una buona quota dell'energia loro necessaria per le attività produttive".

La disponibilità di una robusta banca dati di risultati sperimentali potrebbe promuovere questa tecnologia con partner industriali nei settori energetico e chimico e sostenere la politica europea sulle preoccupazioni per l'energia.

Giuseppe Di Eugenio

Fonte: Francesco Miccio, Istituto di ricerche sulla combustione, Napoli, tel. 081/5931567 , email miccio@irc.cnr.it -