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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 15 - 29 ott 2014
ISSN 2037-4801

Focus - La scienza d spettacolo  

Cultura

'Prometeo': la scienza che non annoia

Chi di noi sa cosa è la domotica? Quali vantaggi si potrebbero ricavare da una 'casa social’? E ancora, come funziona il sole? A questi e altri interrogativi cerca di rispondere la terza serie del programma 'Prometeo’, in onda su Class tv (canale 27 del digitale terrestre). Mezz’ora per parlare in maniera semplice di attualità, ambiente, meteo, green economy, nuove tecnologie e scoperte scientifiche, dando la parola agli esperti e interagendo con la rete, attraverso una rassegna delle news e tramite i social network.

Obiettivo della trasmissione è portare lo spettacolo della scienza sul piccolo schermo, coniugando il principio della corretta informazione con l’intrattenimento. “Il problema fondamentale è proprio quello di filtrare la scienza attraverso la televisione perché essa arrivi a un pubblico vasto senza tuttavia abbandonare il rigore scientifico”, spiega Mario Tozzi, ricercatore dell’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria (Igag) del Cnr e divulgatore scientifico.

La televisione è ancora la via principale di accesso alle notizie da parte degli italiani e chi opera nel campo della divulgazione scientifica non può non tenerne conto, dovendo perciò cercare di “far arrivare al pubblico un messaggio confezionato in modo appetibile e serio un’informazione scientificamente rigorosa, ma noiosa, è fondamentalmente inutile”, aggiunge Tozzi. "Se da una parte bisogna evitare il rischio di una divulgazione scientifica fine a se stessa, che serve solo a comunicare tra esperti, non producendo nessuno sviluppo culturale diffuso, dall’altra il rischio è quello di una eccessiva semplificazione che produce solo un deterioramento del patrimonio di conoscenza scientifica”.

In questo ultimo caso, poi, la divulgazione perde la sua funzione pedagogica e diventa mero intrattenimento, col sacrificio della scienza sull’altare del dio barbaro dell’audience. La domanda allora deve essere se esista mai “una terza via”, come la definisce Tozzi, tra queste due situazioni inconciliabili. "Il punto di partenza sta nell’approccio al telespettatore, che nel caso dei programmi a contenuto scientifico è quanto mai vario, andando da giovani colti, o quanto meno curiosi, ai lettori di libri a carattere scientifico non necessariamente divulgativo. Una terza via “attraverso la quale recuperare l’eguaglianza informazione-intrattenimento, non mettendo in difficoltà chi ascolta la scienza divulgata”.

Chi fa divulgazione in questo settore, infatti, dovrebbe tener presente che il suo obiettivo non è formare esperti scienziati, ma fornire “chiavi di accesso ai principi base e suscitare interesse in chi, in quella fascia oraria guarderebbe i reality o le telenovelas”, conclude Tozzi. Se questo è lo scopo, 'Prometeo' è sicuramente un programma ben strutturato, chiaro ed interessante, che ben interpreta questa terza via della divulgazione”.

Emanuele Grimaldi

Fonte: Mario Tozzi, tel. 06/49914506 , email mario.tozzi@igag.cnr.it -