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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 14 - 8 ott 2014
ISSN 2037-4801

Focus - Cronaca  

Salute

Uomini che uccidono le donne. Con sadismo

Riccardo Viti è l’uomo che ha confessato di aver violentato e ucciso Andreea Cristina Zamfir, la ragazza rumena di 26 anni trovata sotto un cavalcavia nella periferia di Firenze, lo scorso 5 maggio. Dopo averla seviziata, l’idraulico fiorentino l’ha crocifissa a una sbarra e l’ha abbandonata. A luglio sono state contestate a Viti, da parte del Pubblico ministero Paolo Caressa, altre cinque violenze contro giovani donne. “Quella di Riccardo Viti sembra una versione casareccia e raffazzonata della più sofisticata impresa di Jack lo squartatore”, dichiara Sergio Benvenuto, dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione (Istc) del Cnr di Roma.

“Per alcuni di questi delitti la chiave sembra elementare: l’assassino è un uomo rifiutato dall’altro sesso, che per questo nutre un profondo rancore per le donne, in particolare per quelle giovani e belle”, commenta lo psichiatra: “Le prostitute di strada, poi, sono le persone più deboli, sono vittime facili”.

Durante l’interrogatorio, infatti, Viti ha confessato di essere stato sempre rifiutato dalle donne e di avere ammazzato per vendetta. “L’omicida ha specificato di aver inflitto supplizi alle prostitute che non gli piacevano", prosegue lo psicoanalista. "Come se dovessero essere punite per una somma di colpe: essere donne, essere disposte a soddisfare la sua fame sessuale ed essere bruttine. Andreea Cristina Zamfir corrispondeva perfettamente a questo profilo: l’uso della droga aveva impresso alla ragazza, magra e disperata, un volto scavato”.

C’è però una differenza fondamentale tra i femminicidi di cui parla la cronaca e i delitti sadici di questo tipo. "Quegli omicidi hanno ragioni contingenti, non paradigmatiche”, precisa Benvenuto. “Il delitto sadico, che non a caso è seriale, è tutt’altro: il maniaco vorrebbe far soffrire tutte le donne, o, se si preferisce, la 'donna’. C’è un alone metafisico nel vero sadismo”.

Per questa tipologia criminale, come accennato, le prostitute sono vittime perfette. “Il sadico gode nel punire non la colpevole, la bellissima donna che lo guarda dall’alto in basso e lo rifiuta, ma l’incolpevole. Il suo è comunque un atto 'morale', ma rovescia la logica”, aggiunge il ricercatore del Cnr. “Inoltre, le prostitute sono povere e scatenano la pauperofobia. Di solito la si chiama xenofobia, ma di rado si è violenti contro gli stranieri ricchi: lo si è contro quelli poveri e marginali. La xenofobia più diffusa è il disprezzo per la povertà”.

U.S.

Fonte: Sergio Benvenuto, Istituto di scienze e tecnologie della cognizione, Roma, tel. 06/443623706 , email sergio.benvenuto@istc.cnr.it -