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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 14 - 8 ott 2014
ISSN 2037-4801

Focus - Cronaca  

Ambiente

Che tempo che fa per la Concordia

Sono stati 900 i giorni dell’emergenza Concordia, la nave naufragata nel gennaio 2012, ma lo scorso 23 luglio il relitto ha finalmente lasciato l’isola del Giglio. Il consorzio Lamma, costituito dall’Istituto di biometeorologia (Ibmet) del Cnr e la Regione Toscana, ha eseguito il monitoraggio meteo durante tutto questo periodo, fino a consentire il raddrizzamento e il rigalleggiamento della nave e il viaggio verso Genova.

“Per più di due anni i nostri otto meteorologi si sono alternati all'isola del Giglio. In servizio 24 ore su 24 al quartiere generale delle operazioni, proprio davanti al relitto, con previsioni e monitoraggio sull'evoluzione del tempo atmosferico e del moto ondoso tramite misure, modelli, radar e satelliti”, spiega Bernardo Gozzini dell’Ibmet-Cnr, direttore del Lamma. “Il servizio è proseguito dopo che la nave ha lasciato il Giglio per mettersi in viaggio verso Genova, comunicando in tempo reale ogni possibile mutamento di vento e onde, grazie anche ai sensori presenti sul mezzo della capitaneria di porto di Livorno che scorta il convoglio”.

Prevedere il volgere del meteo e del mare è stato un fattore essenziale nelle operazioni della Concordia, a causa della tipologia del cantiere, esposto ai venti e alle onde, e per la complessità delle attività, sopra e sotto l'acqua. “In due anni i meteorologi hanno quotidianamente fornito le previsioni, sulla base delle quali venivano organizzate le attività durante i briefing, nonché informazioni in tempo reale e aggiornamenti continui alla Titan Micoperi”, continua il direttore del Consorzio. 

Per assistere il team impegnato nella rimozione della Concordia sono state coinvolte tutte e due le anime del Lamma: la parte che si occupa della previsioni e quella impegnata sulla modellistica atmosferica e oceanografica che fa capo al Cnr. “Sono stati installate anche apparecchiature specifiche per l'osservazione dell'area. Le previsioni hanno potuto contare in questi due anni sui dati forniti da un radar meteo-marino dalla tecnologia innovativa, due stazioni meteo tradizionali e un mareografo”, conclude Gozzini. “Per la Concordia sono state create mappe e modelli meteo dell'isola ad hoc e ad altissima risoluzione. È stata così accumulata un’importantissima esperienza sul campo. Tutti i modelli meteorologici hanno infatti dei limiti, soprattutto quando l'area da monitorare si restringe a pochissimi chilometri: conoscere un territorio e le sue caratteristiche climatiche e morfologiche in modo così dettagliato e accurato è un lavoro che potrà essere messo a frutto in futuro”.

J.A.D.

Fonte: Bernardo Gozzini, Istituto di biometeorologia, Firenze, tel. 055/4483050 , email b.gozzini@ibimet.cnr.it -