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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 13 - 17 set 2014
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Tecnologia

'Borexino' misura l'energia solare

Il sole è una grande 'centrale a fusione nucleare' e la sua attività è rimasta uguale negli ultimi 100.000 anni. È quanto confermerebbe uno studio pubblicato sulla rivista 'Nature’, condotto grazie all’esperimento per neutrini 'Borexino’, nei Laboratori nazionali del Gran Sasso (Lngs) dell'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn).

'Borexino’, frutto di una collaborazione fra paesi europei (Italia, Germania, Francia, Polonia), Stati Uniti e Russia, è riuscito a misurare in tempo reale l’energia della nostra stella nel momento stesso della sua generazione, rivelando i neutrini prodotti da reazioni nucleari all’interno della massa solare: queste particelle, infatti, impiegano solamente pochi secondi a uscire da essa e otto minuti per arrivare fino a noi.

“Le precedenti misure dell’energia solare, invece, erano sempre state realizzate sulle radiazioni (fotoni) che attualmente illuminano e scaldano la terra e che si riferiscono alle stesse reazioni nucleari, ma avvenute 100.000 anni fa, ossia nel tempo che l’energia mediamente impiega per attraversare la materia solare e raggiungere la sua superficie. Il confronto fra la misura dei neutrini ottenuta oggi e le precedenti misure riguardanti l’emissione di energia raggiante dal sole ha mostrato che l’attività solare non è cambiata negli ultimi 100.000 anni”, spiegano gli scienziati.

“Grazie ai risultati di questa nuova ricerca di 'Borexino’ tocchiamo con mano, che è la catena di fusioni nucleari protone-protone (p-p) a far funzionare il sole, fornendo l’energia che si misura con i fotoni. Insomma, questo prova che il sole è una grande centrale a fusione nucleare”, commenta Gianpaolo Bellini tra gli autori dell’esperimento.

I ricercatori aggiungono anche che: “Il rivelatore 'Borexino' è riuscito a misurare il flusso di neutrini prodotti all’interno del sole nella reazione di fusione di due nuclei di idrogeno per formare un nucleo di deuterio: questa è la reazione iniziale del ciclo di fusioni nucleari che produce complessivamente circa il 99% dell’energia solare. La difficoltà della misura ora realizzata è dovuta all’energia estremamente ridotta di questi neutrini (hanno un’energia massima di 420 keV), la più piccola rispetto agli altri neutrini emessi dal sole. Queste performance fanno di 'Borexino' un rivelatore unico al mondo”, che per altri quattro anni continuerà a rilevare dati, migliorando la precisione delle misure già fatte e affrontandone altre di grande importanza sia per la fisica delle particelle, sia per l’astrofisica".