Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 3 - 14 apr 2010
ISSN 2037-4801

Focus - Energie alternative  

Tecnologia

Il fotovoltaico diventa più competitivo

Celle solari efficienti ma più economiche. Un fotovoltaico maggiormente competitivo, per uso sia civile sia industriale, specie nel settore aerospaziale. È su questo che stanno lavorando a più mani i ricercatori dell'azienda Dichroic Cell, dell'università di Ferrara e dell'Istituto nazionale per la fisica della materia (Infm) del Consiglio nazionale delle ricerche.

"Le attuali celle solari sono costituite da diversi elementi, alcuni dei quali molto rari e costosi", spiega Giuliano Martinelli, direttore del dipartimento di Fisica dell'università di Ferrara e coordinatore scientifico dei ricercatori. "È il caso del germanio, dell'arseniuro di gallio, del fosfuro di indio e del gallio. Per aggirare il problema, abbiamo sviluppato una tecnica innovativa, che consente di convertire il germanio in silicio, più reperibile e meno dispendioso. Il procedimento prevede l'utilizzo di una macchina ultratecnologica, il reattore Lepecvd (Low Energy Plasma Enhanced Chemical Vapor Deposition), che operando come una sorta di forno permette al germanio di depositarsi sul silicio, consentendo la 'trasformazione' di un elemento nell'altro".

Questa metodica permetterebbe, oltre a un risparmio sulle materie prime, anche lo snellimento dei tempi di produzione. Secondo i primi calcoli, la tecnologia consente di abbattere il costo del substrato delle comuni celle fotovoltaiche dal 30 fino a oltre il 60%.

Inoltre, si tratta di una scoperta tutta 'made in Italy', che potrebbe offrire opportunità industriali al nostro Paese. "Da molti anni",  ricorda il presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, Luciano Maiani, "il Cnr lavora per ottenere energie rinnovabili ed efficienti, e alla portata di tutti. Ogni progresso in tal senso costituisce dunque un passo in avanti verso un traguardo tanto ambizioso quanto strategico per l'Italia, che acquista all'estero parte dell'energia di cui ha bisogno. La scoperta alla base della tecnica messa a punto dai ricercatori del Infm-Cnr, in collaborazione con i colleghi dell'ateneo di Ferrara e della Dichroic Cell, è in questo senso importante. E testimonia la capacità dell'Ente di lavorare in sinergia per il progresso del Paese e per il futuro della ricerca".

U.S.

Fonte: Martinelli Giuliano, Dipartimento di Fisica, Universit di Ferrara, tel. 0532/974253 , email martinelli@fe.infm.it -