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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 12 - 30 lug 2014
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Salute

Pet therapy in reumatologia

Baloo, Maso e Dax sono i nomi dei tre Golden retriever impegnati in un programma di cure di pazienti affetti da connettivite e artrite, uno studio pilota di pet therapy in reumatologia portato avanti nel day hospital dell'Azienda ospedaliera universitaria Careggi di Firenze. Una ventina per ora i pazienti coinvolti nel progetto, sostenuto dalla Fondazione Careggi e coordinato da Ginevra Fiori, con la supervisione di Marco Matucci Cerinic.

È la prima volta che si sperimentano le potenzialità del rapporto tra l'uomo e l'animale in reumatologia. La finalità è approfondire la relazione in modo da ottenere benefici sia dell'umore come la riduzione dell'ansia, sia della mobilità, e misurare l'efficacia, la ripetibilità e, quindi, l'utilità in campo medico del progetto. A seguire e valutare il progetto, un gruppo multidisciplinare composto da medici, psicologi, infermieri, fisioterapisti, veterinari, oltre ai conduttori dei cani. 

“Durante la pet therapy si stabilisce un rapporto empatico persona-cane, grazie al conforto e la simpatia che l'animale suscita nel paziente, fornendo un interessante spunto di comunicazione con il terapista”, spiega Fiori. “L'animale ha la funzione di 'sciogliere il ghiaccio', aiuta il paziente ad abbassare le proprie barriere emotive e lo incoraggia ad affrontare nuove terapie e nuovi percorsi di vita”.

“Crediamo fortemente nell'utilizzo degli animali, in questo caso specifico i cani, come stimolo dolce e strumento per entrare in relazione con i nostri pazienti reumatologici, affetti per lo più da malattie croniche ed invalidanti”, conclude Matucci Cerinic.

E.G.