Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 12 - 30 lug 2014
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Salute

Tabù, questione di Dna?

Il pregiudizio potrebbe avere basi biologiche, oltre che culturali. Per indagare su questa ipotesi è partito uno studio della Scuola internazionale superiore di studi avanzati (Sissa) di Trieste, con la collaborazione del Registro nazionale gemelli con sede presso l’Istituto superiore di sanita’ (Iss).

“Che il pregiudizio abbia forti basi culturali, dunque apprese, è indubbio”, spiega Francesco Foroni, neuroscienziato della Sissa, responsabile della ricerca. “È proprio su questi aspetti che spesso si lavora per ridurlo e migliorare l’integrazione sociale. Meno noto è il fatto che però esistono componenti innate del pregiudizio”.

Scopo dello studio è, quindi, distinguere gli aspetti 'scritti’ nel patrimonio genetico. “L’obiettivo della ricerca è studiare, con un approccio integrato, le basi biologiche della percezione degli altri individui (di etnia simile o diversa dalla nostra)”, continua Foroni, “analizzando le interazioni tra fattori comportamentali, fisiologici e neurologici”.

Allo studio parteciperanno coppie di gemelli, di età compresa tra i 18 e i 40 anni, dello stesso sesso, sia omozigoti sia eterozigoti. “Isolare tendenze comuni nelle coppie omozigote non presenti in quelle eterozigote potrebbe indicare una base biologica di quanto osservato” precisa il ricercatore della Sissa. I gemelli verranno sottoposti a una serie di test nell’ambito delle neuroscienze sociali cognitive. In alcune prove verrà registrato anche l’elettroencefalogramma dei soggetti.