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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 3 - 14 apr 2010
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Salute

Rosa canina contro l‘artrosi

Affiancare la medicina convenzionale a quella naturale, anche in ospedale, con garanzia di assoluta sicurezza. Questo l'obiettivo del trattamento proposto dall'Ospedale Rizzoli di Bologna ai pazienti che soffrono di artrosi grave: un estratto di bacche di rosa canina (o selvatica) contro l'infiammazione e nel controllo del dolore. Il test avviene in ambiente clinico e con metodologie rigorose, in associazione al trattamento antinfiammatorio tradizionale.

Il trial clinico verrà condotto su 200 pazienti, individuati dagli ortopedici tra chi è in attesa della protesi d'anca, da un'équipe del reparto di Ortopedia e traumatologia e del laboratorio di Tecnologia medica, diretti da Aldo Toni e da Susanna Stea. L'iniziativa è co-finanziata dalla Regione Emilia-Romagna nell'ambito del Programma sperimentale regionale per l'integrazione delle medicine non convenzionali, che ha l'obiettivo di offrire ai cittadini queste opportunità di cura in condizioni di sicurezza assoluta.

"La nostra ricerca si attiene ai criteri di rigore scientifico che sempre applichiamo ed approvata dal Comitato etico del Rizzoli", sottolinea Susanna Stea. "Dal punto di vista dell'efficacia, la rosa canina è ben nota come integratore di vitamina C e viene già largamente utilizzata per la prevenzione e il trattamento delle malattie da raffreddamento. L'obiettivo della nostra sperimentazione è farne un complemento al trattamento con i farmaci per i pazienti che soffrono di artrosi".

Se si otterranno i risultati sperati, conclude la ricercatrice, "si potranno eliminare gli effetti collaterali, come i problemi allo stomaco e il grado di tossicità che gli antinfiammatori inevitabilmente comportano. Contiamo di dare una risposta di cura efficace e scientificamente fondata ai numerosi pazienti che chiedono un approccio il più possibile 'naturale' alla malattia".