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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 11 - 25 giu 2014
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Salute

Stamina alla Corte di Appello

Approfondire e chiarire alcuni aspetti del metodo scientifico prendendo come punto di partenza il caso Stamina, l’intricata vicenda medico-giudiziaria che ormai da più di due anni sta interessando il nostro Paese. Questo il tema della conferenza che si è tenuta il 19 giugno scorso presso la Sala Unità d’Italia della Corte di appello di Roma.

Silvio Garattini, ha spiegato quali siano i passi necessari per una sperimentazione clinica e i requisiti che una terapia deve presentare per poter essere applicata, dagli studi preclinici ai test randomizzati e in 'doppio cieco’. “Per effettuare la sperimentazione umana si deve anzitutto partire da una base molto solida”, ha affermato il direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche 'Mario Negri’, “sfruttando risultati preliminari ricavati da studi condotti in vivo che permettano di stabilire una forte probabilità di ottenere un beneficio. Inoltre, il protocollo che descrive in dettaglio come verrà condotto lo studio clinico controllato deve essere approvato preventivamente da un Comitato etico indipendente a garanzia che la sperimentazione non leda i diritti dei pazienti”.

Amedeo Santosuosso, membro della Corte di Appello di Milano ha ricostruito i nodi e i protagonisti della vicenda Stamina, spiegando quali siano state le falle del sistema giuridico italiano che hanno portato all’esplosione del caso. “Il giudice può utilizzare il richiamo al diritto alla salute (art. 32 della Costituzione) per ordinare la somministrazione di cure indispensabili, ma solo sulla base di una rigorosa valutazione tecnica e di evidenze scientifiche” ha chiarito il presidente del Centro di ricerca interdipartimentale European Center for Law, Science ad New Technologies dell’Università di Pavia. Evidenze che però il magistrato deve comprovare affidandosi agli esperti: è la fondatezza scientifica che “protegge il medico da invasioni giuridiche indebite, indicando di contro il limite entro il quale l’attività medica è legittimata e può rivendicare la sua libertà”. Il giurista, membro della prima commissione ministeriale istruita per valutare il protocollo, ha portato testimonianze dirette della vicenda.

Roberto Satolli, giornalista presidente di Zadig e attivo sul portale Scienzainrete, si è occupato di come sia possibile, non solo ed esclusivamente in ambito medico, individuare un 'ciarlatano'. Ciò che deve guidare il giornalista quando si trattano tematiche così delicate è quello che Satolli chiama un “sano scetticismo”, visto come “arma per saper dialogare con tutte le altre competenze tecniche. La prima regola è non credere a nessuno e a nulla e chiedere sistematicamente a ogni interlocutore di dimostrare su quali basi di conoscenza si basano le sue affermazioni”.

Un dibattito attuale, che registra l’ennesima decisione pro Stamina da parte della magistratura, stavolta quella di Catania (dopo Pesaro e Venezia), alla quale il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha risposto affermando: “Se dovessimo dar retta al buon senso attenderemmo, prima che si creino situazioni difficili, le decisioni del Comitato scientifico, lasciando alla scienza e non alla magistratura l’ultima parola su questo caso”.

Gianluca Viscogliosi