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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 10 - 11 giu 2014
ISSN 2037-4801

Vita CNR   a cura di Francesca Gorini

Socio-economico

Dal Benin a Genova via Cnr

Epiphane ha 45 anni, tre lauree, parla cinque lingue ed è in Italia dal 2011. È arrivato dalla Repubblica africana del Benin, una striscia di terra affacciata sul golfo di Guinea. Per mantenersi lavora in un noto hotel del capoluogo ligure: un impiego dignitoso, ma che certo non rende giustizia all’ampia specializzazione raggiunta dopo anni di studio, che gli ha permesso di conseguire i titoli di ingegnere, biologo ed esperto agro-alimentare.

Per questo Epiphane ha deciso di aderire a due iniziative promosse dal Comune di Genova: i progetti 'Paga’ e 'Rivaluta’, che mirano a facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro puntando sul riconoscimento e la valorizzazione di esperienze formative e competenze degli extracomunitari presenti nel nostro Paese. Dal 2012 è stato così possibile attivare una collaborazione con l’Istituto di biofisica (Ibf) del Cnr di Genova, sotto la supervisione di due ricercatori, Armando Carpaneto e Joachim Scholz-Starke, per un progetto sperimentale volto a comprendere il ruolo di una proteina vegetale attiva nel trasporto di calcio all’interno delle cellule.

“Studiamo la funzione di questa proteina in piantine di Arabidopsis sottoposte a varie condizioni di stress: bassa temperatura, siccità, alte concentrazioni di sale o calcio nel suolo”, spiega Epiphane. “Il lavoro al Cnr mi piace, l’ambiente è stimolante ed è un’attività che mi permette di avere un titolo in più, qualunque cosa mi riservi il futuro. Ho studiato in Russia, poi sono approdato a Genova, dove avevo già alcuni amici. Ma non c’era lavoro, così mi sono arrangiato: ho svolto tanti impieghi, sono stato interprete per il Tribunale, adesso lavoro come facchino in un albergo, ma il mio contratto è in scadenza”.  

Realizzato con il supporto del Fondo europeo per l’immigrazione, il progetto 'Rivaluta’ conta a oggi oltre 50 iscritti che provengono da Africa, America Latina, Cuba e sud Europa, la metà ha meno di 40 anni. “In Italia uno straniero laureato su quattro deve accontentarsi di mansioni di basso livello”, spiega il direttore del Job Centre del Comune di Genova, Claudio Oliva. “Professionalità che si perdono dietro i banchi di frutta del mercato o negli impieghi come badanti e personale di servizio. Il nostro obiettivo è, da un lato, sensibilizzare le aziende del territorio a valutare queste persone per le loro reali capacità, vincendo preconcetti e resistenze, dall’altro favorire percorsi specifici di riconoscimento dei loro studi e delle esperienze professionali, come già avviene in molti paesi europei. Altrimenti è la società intera a perdere qualcosa”. 

Fonte: Joachim Johannes Scholz Starke , Istituto di biofisica, email scholz@ge.ibf.cnr.it

Fonte: Armando Carpaneto , Istituto di biofisica, email carpaneto@ge.ibf.cnr.it