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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 8 - 14 mag 2014
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Salute

In un battito di ciglia la differenza

Il battito spontaneo delle palpebre può dare indicazioni sull’attività del cervello, informazioni particolarmente utili nei casi di pazienti in stato vegetativo. È quanto emerge da una ricerca italiana pubblicata sulla rivista 'Plos One’. Lo studio - condotto da Luca Bonfiglio e da Maria Chiara Carboncini dell'azienda ospedaliera universitaria di Pisa, in collaborazione con la Scuola superiore Sant'Anna di Pisa – dimostra che è possibile rilevare tale collegamento per mezzo di un'analisi digitale applicata all'elettroencefalogramma.

La tecnica può essere utilizzata per distinguere il diverso livello di funzionamento cerebrale tra persone in stato vegetativo e in stato di minima coscienza. La nuova analisi rappresenta uno strumento diagnostico prezioso in considerazione dei limitati costi di gestione, dell'ampia diffusione di apparecchi di registrazione nelle strutture dedicate a questi pazienti della possibilità di rilevazioni seriali in grado di intercettare precocemente fenomeni di 'risveglio’.

Attualmente, la diagnosi che decide se una persona è in stato vegetativo o in stato di minima coscienza è basata prevalentemente sull’osservazione clinica del paziente, con un rischio di errore potenziale che arriva al 40% e con “evidenti ripercussioni sia sugli aspetti clinico-terapeutici sia su quelli etici e sociali”, spiegano i ricercatori. È per questo motivo che la comunità scientifica internazionale è alla continua ricerca di biomarker diagnostici capaci di risolvere i casi dubbi.

“La validazione su larga scala e la realizzazione di un software dedicato permetterà di impiegare questa metodica nella routine clinica”, conclude il team.