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CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 7 - 16 apr 2014
ISSN 2037-4801

Vita CNR   a cura di Francesca Gorini

Socio-economico

L'Europa del futuro

Mentre l’Italia si avvia a reggere la presidenza del Consiglio dell’Unione europea nel prossimo semestre, ci si interroga sul senso di identità e appartenenza a questa comunità e sulla necessità di costruire una visione politica dell’Europa. Questi i temi affrontati durante la presentazione del 'Manifesto per un’Europa di progresso’, documento firmato da un gruppo di scienziati italiani, tra i quali Luigi Nicolais, presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), dove si è svolto l’evento lo scorso 8 aprile.

“Obiettivo dell’iniziativa è di proporci come italiani che hanno già realizzato un’unificazione molto tempo fa, durante il Risorgimento”, ha spiegato Carlo Bernardini, professore emerito di Fisica dell’Università 'Sapienza’ di Roma e ispiratore del progetto. “Fu proprio la comunità scientifica a promuovere l’unificazione italiana e oggi si prende l’impegno di promuovere quella europea”.

Il Manifesto si presenta dunque come un documento programmatico con cui un gruppo di scienziati ha voluto portare alla luce problemi e valori da sottoporre all’opinione pubblica. “Il metodo scientifico è da sempre ostile ai confini, convinto che il progresso della cultura e della scienza sia possibile solo con l’abbattimento delle barriere”, ha sottolineato Rino Falcone, direttore dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione (Istc) del Cnr di Roma e firmatario del documento. Oggi il processo di integrazione delle nazioni europee desta profonde preoccupazioni, “bisogna vedere un’Europa nella testa, non solo nella tasca”, ha concluso Falcone.

Favorire la conoscenza delle opportunità che l’Europa mette a disposizione dei giovani è stato invece l’obiettivo della giornata informativa 'Costruisco il mio futuro con l’Europa. Le nuove opportunità dell’Unione europea per i giovani’, ospitata dal Cnr l’11 aprile. “L’Europa non è solo un aggregato geopolitico ma un modello di crescita basata sulla conoscenza e sulla ricerca”, ha affermato Paolo Annunziato, direttore generale dell'Ente, “ecco perché l’Europa investe così tanto nella ricerca e nella formazione”.

L’Ue ha infatti stanziato 80 miliardi di euro da destinare alla ricerca nei prossimi sette anni, oltre a presentare programmi di formazione, cultura e ricerca sui quali giocarsi la competitività con il resto del mondo. Anche la mobilità è al centro dei programmi europei in quanto costituisce una dimensione imprescindibile per chi fa ricerca e non solo. Il progetto Erasmus ha pertanto ricevuto il 50% in più dei finanziamenti, come hanno spiegato Valeria Fiore, responsabile delle relazioni pubbliche del Parlamento europeo in Italia e l'europarlamentare Silvia Costa e relatore del programma 'Europa creativa’. L’invito rivolto ai giovani è stato di muoversi oltre i confini del proprio paese, di pensare che Unione europea significa futuro e progresso, di votare il Parlamento europeo per creare un orientamento di valori in cui riconoscersi.

Valentina Bauccio

Fonte: Luisa De Biagi, Biblioteca centrale 'Guglielmo Marconi' del Cnr , email luisa.debiagi@cnr.it - Rino Falcone, Istituto di scienze e tecnologie della cognizione, Roma, tel. 06/44595253 , email rino.falcone@istc.cnr.it -