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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 7 - 16 apr 2014
ISSN 2037-4801

Focus - Le feste a tavola  

Salute

Favismo: è tutta colpa del G6pd

Nei supermercati e negli esercizi ortofrutticoli che in questo periodo espongono le fave è facile imbattersi in cartelli che avvisano i clienti della presenza dell'ortaggio, per tutelare quanti soffrono di favismo. Quest'anomalia genetica interessa un enzima contenuto nei globuli rossi e impedisce, a chi ne è affetto, di assumere (o anche solo inalare) le fave, ma anche alcuni farmaci e sostanze particolari.

Ma perché questo legume, ricco di carboidrati, fibre, proteine e povero di grassi, può essere per alcuni così pericoloso? “Diverse persone, per un difetto ereditario legato al cromosoma X (quello sessuale, i cui difetti colpiscono per lo più i maschi) hanno una carenza dell’enzima glucosio 6fosfato deidrogenasi(G6pd), che entra nel metabolismo degli zuccheri”, spiega Roberto Volpe, del Servizio prevenzione e protezione (Spp) del Cnr. “Tale carenza enzimatica comporta gravi conseguenze a carico dei globuli rossi poiché il G6dp risulta essenziale per il loro corretto funzionamento e per la loro sopravvivenza”.

Per i soggetti affetti da tale malattia è importante conoscere i rischi, alimentari e non. “Le persone con favismo, quando mangiano fave, piselli e verbena o assumono particolari farmaci, come antimalarici, antibiotici o antipiretici (come l’aspirina), quando entrano in contatto con sostanze quali la naftalina o sono colpiti da infezioni importanti (epatiti, polmoniti) subiscono una crisi emolitica, perché in tali situazioni si producono radicali liberi che danneggiano i globuli rossi non protetti dal G6dp”, prosegue il ricercatore del Spp-Cnr. “Di solito il disturbo compare nell’arco di 2-3 giorni e si manifesta con un colore giallastro agli occhi (ittero) e, in qualche caso, si può arrivare all’anemia emolitica acuta, che necessita di una trasfusione di sangue”.

Fortunatamente i casi più diffusi sono quelli meno gravi, che presentano solo modificazioni della forma dei globuli rossi. L’assenza del G6dp rappresenta una tra le più frequenti carenze enzimatiche al mondo: colpisce circa 400 milioni di soggetti, principalmente in Africa, Asia e bacino del Mediterraneo, tra cui Sardegna e Italia del Sud. La diffusione di tale difetto, noto fin dall’antichità come 'malattia delle fave’, sembra faccia parte dell’evoluzione della specie umana come risposta immunitaria. “Il deficit di G6pd conferisce, a chi ne soffre, una certa protezione dalla malaria, in quanto i globuli rossi con questa anomalia non sostengono la crescita del parassita della malaria”, conclude Volpe.

Marina Landolfi

Fonte: Roberto Volpe, Servizio prevenzione e protezione del Cnr, tel. 06/49937630 , email roberto.volpe@cnr.it -