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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 7 - 16 apr 2014
ISSN 2037-4801

Focus - Le feste a tavola  

Cultura

Cioccolato. Ed è subito festa

Se con l’arrivo della bella stagione la natura fiorisce, anche le vetrine delle nostre città si colorano: pasticcerie, negozi di alimentari e supermercati sfoggiano uova pasquali di tante varietà. Ma da dove arriva sulla nostra tavola la tradizione di consumare questo prodotto? Fonti storiche attestano che l’uovo sottile, realizzato con l’apposito stampo e impreziosito dal regalo interno comincia a diffondersi negli strati benestanti della società, in Italia - in particolare Lombardia e Piemonte – e in Francia, dopo la metà dell’800 preceduto, all’inizio del secolo, da cioccolatini a forma di uova.

Ma le radici affondano più lontano nello spazio e nel tempo. “Ben prima dell’arrivo in Europa del cacao dal Sud America esiste una tradizione di uova di gallina pasquali”, racconta Domenico Pignone, dell’Istituto di bioscienze e biorisorse (Ibbr) del Cnr di Bari. “Il simbolismo dell’uovo come immagine di rinascita, come contenitore inanimato di nuova vita, legato quindi in generale alla primavera e al risveglio della natura, appare già in alcune culture precristiane, quali la persiana e la greca”.

Il cacao viene introdotto in Europa dagli spagnoli intorno alla metà del XVI secolo, durante la conquista dell’America meridionale: veniva consumato durante riti e cerimonie come bevanda a base di semi fermentati e tostati con acqua calda ed era noto come 'cibo degli dei’. Raro e quindi prezioso, non viene definitivamente apprezzato in Europa finché non si sperimenta l’aggiunta di zucchero o miele alla polvere.

“A dispetto di quello che si potrebbe pensare, non sono la Svizzera e il Belgio le culle della tradizione del cioccolato, bensì l’Italia”, precisa Pignone. “È precisamente nella città di Torino, vicino alla Lombardia, a lungo teatro di occupazione spagnola, che si fa richiesta per aprire la prima rivendita di cioccolato in Europa, secondo atti ufficiali risalenti alla metà del '600. E accanto alla trasformazione del prodotto da cacao a cioccolato, che lentamente si estende oltre i confini della penisola, si verifica il passaggio da elemento religioso a elemento ludico, se non ancora alimentare”.

Nel corso dell’800, poi, la lavorazione viene ulteriormente affinata. “Si arriva al cioccolato lucido e senza imperfezioni al quale siamo abituati e, successivamente, all’introduzione del latte e all’invenzione delle prime tavolette a opera di produttori svizzeri”, aggiunge Pignone. Si giunge così a una progressiva popolarizzazione che fa oggi del cioccolato e delle uova di Pasqua prodotti di largo consumo e relativamente economici, nonostante in Europa, a causa del clima inadatto alla coltivazione, il cacao resti un prodotto di importazione.

Cecilia Tria

Fonte: Domenico Pignone, Istituto di bioscienze e biorisorse del Cnr, tel. 080/5583400 , email domenico.pignone@cnr.it -