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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 7 - 16 apr 2014
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Salute

Psoriasi, incontro difficile

Della psoriasi non si sa molto, oltre al fatto che è una malattia infiammatoria, cronica e non contagiosa. Spesso le persone che ne soffrono aspettano mesi, a volte anche anni, prima di ricorrere allo specialista, dal momento in cui insorgono i primi sintomi. È quanto emerge da un’indagine, che ha coinvolto 1.300 pazienti, presentata dalla presidente dell’Associazione per la difesa degli psoriasici, Mara Maccarone, nel corso del convegno 'Io… al Centro’, che si è svolto a Roma dal 3 al 5 aprile.

Oltre 100 dermatologi da tutta Italia si sono confrontati sul percorso necessario “per accompagnare il paziente nel difficile viaggio di 'incontro’ con la malattia, per andare oltre l’ambulatorio dermatologico e arrivare al 'centro’ del problema, la persona, perché è da lì che inizia la cura”, come sottolineano i direttori scientifici dell’evento, Sergio Chimenti, Giampiero Girolomoni e Gino Antonio Vena.

Dall’insorgenza della malattia si arriva alle cure in ritardo, soprattutto per la frequente sottovalutazione dei sintomi (il 46,77% degli intervistati spiega così il tempo di latenza intercorso), indotta probabilmente anche da un’errata 'autodiagnosi’ del problema e dalla diffusa tendenza all’autocura, che spinge il 24,62% a cercare soluzioni 'fai da te’. Non ultimi e da non trascurare gli aspetti emotivi e la vergogna, che caratterizzano profondamente questa patologia e che spingono il paziente a nasconderla.

Spesso, il primo incontro con la malattia il paziente lo ha in internet, dove può attingere a enormi quantità di informazioni e immagini. Così racconta "la pelle nel web" l’antropologa Cristina Cenci, affrontando il tema dell’impatto che la malattia può avere sul processo di auto rappresentazione del paziente.

“Per far sì che le persone con la psoriasi possano vivere una vita piena e serena, senza vergogna né paure, è fondamentale l’incontro con il dermatologo e stabilire con lui un’alleanza terapeutica”, sottolineano gli esperti.