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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 4 - 26 feb 2014
ISSN 2037-4801

Focus - Oscar  

Tecnologia

Intelligenza artificiale: fantascienza o realtà?

Reduce da una vittoria ai Golden Globe come miglior sceneggiatura originale e in corsa per gli Oscar 2014 con cinque nomination, 'Her’, per la regia di Spike Jonze, racconta di un futuro prossimo in cui gli uomini, ormai incapaci di comunicare tra loro, vivono in simbiosi con la tecnologia e con le macchine, perfettamente in grado di provare e suscitare emozioni. Non stupisce dunque che Theodore, il protagonista, s’innamori perdutamente di un sistema operativo parlante che sfrutta l'intelligenza artificiale ed è stato progettato per evolversi.

È uno scenario possibile o un semplice artificio cinematografico senza alcuna attendibilità scientifica? “Gli studi in questa direzione sono molto avanzati, sia dal punto di vista fisico, cioè robot umanoidi progettati per avere sembianze il più possibile realistiche, sia dal punto di vista funzionale, ossia programmi di intelligenza artificiale in grado di interpretare il linguaggio naturale umano e rispondere in modo appropriato generando l’illusione di conversare con un'altra persona”, spiega Gianmarco Veruggio, dell’Istituto di elettronica e di ingegneria dell’informazione e delle telecomunicazioni (Ieiit) del Cnr di Genova. “Però bisogna tenere presente che si tratta pur sempre di macchine simboliche, cioè sistemi dotati di programmi che simulano comportamenti umani senza alcuna coscienza o libero arbitrio”.

Dunque, 'Her’ non racconta di una situazione inconcepibile. “L’intelligenza artificiale già oggi si sostituisce all’uomo in moltissimi campi, basti pensare al pilotaggio di un caccia militare o alla finanza, dove i robot sono responsabili del 70% delle transazioni del mercato americano”, continua il ricercatore dell’Ieiit-Cnr. “Su questa realtà trova terreno fertile la fantasia, alimentando il mito di un’intelligenza artificiale che sostituirà l’uomo”.

Resta da chiedersi quanto questa cooperazione uomo-macchina possa essere ritenuta positiva e quali siano i limiti etici da tenere in considerazione. “Occorre giorno per giorno, faticosamente, trovare soluzioni ai nuovi problemi che pone l’evoluzione tecnologica”, conclude Veruggio, “affinché si possa parlare di vero progresso umano e non di cieco e autolesionista progresso tecnologico”.

Arianna Ligas

Fonte: Gianmarco Veruggio, Istituto di elettronica e di ingegneria dell'informazione e delle telecomunicazioni, Genova, tel. 010/6475616 , email gianmarco.veruggio@ieiit.cnr.it -