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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 4 - 26 feb 2014
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Agroalimentare

Il bio batte la crisi

In Italia, nonostante il calo del 3,7% dei consumi alimentari convenzionali, si è registrato un incremento dell’8,8% dei consumi di prodotti biologici. Sono dati riportati in una ricerca elaborata dall’Associazione italiana per l’agricoltura biologica (Aiab), sulla base di indagini della Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica (Firab) e su rilevazioni Ismea Gfk-Eurisko.

L’Italia si conferma il primo paese europeo per esportazione di prodotti biologici e protagonista sulla scena europea e mondiale: poco meno di 50 mila operatori impegnati nella produzione, su 1,2 milioni di ettari di terreno, muovono un giro di affari di oltre 3 miliardi di euro. La Germania è il principale paese acquirente di prodotti bio provenienti dal nostro Paese, soprattutto di ortaggi, frutta, vino, olio e pasta. Per quanto riguarda la domanda interna, il tasso di crescita è stato più elevato negli anni della crisi economica (+7,8% della media annua) che in quelli precedenti (+3% del 2008-2009). Il fatturato dato dalle vendite al dettaglio in negozi specializzati, grande distribuzione, vendite dirette in aziende agricole, gruppi d’acquisto, ristorazione e altri canali di filiera corta è stimato in circa 2.011 milioni di euro.

Un altro dato interessante è la crescita del consumo di alimenti bio nelle scuole italiane. Una ricerca Nomisma/Pentapolis parla, infatti, di un aumento del 50% delle mense 'sostenibili’, con quasi 1,2 milioni di pasti bio in un anno. “Il movimento del biologico è per sua natura dinamico e rappresenta un’avanguardia che ha aperto e apre scenari di sviluppo per il sistema agroalimentare, ma anche per il sistema economico italiano nel suo complesso”, spiega Vincenzo Vizioli, presidente Aiab. “Si tratta di numeri che evidenziano da parte dei consumatori, sia a livello italiano sia a livello europeo e mondiale, un forte aumento di interesse, di informazione, di attenzione e quindi di domanda. Il bio non è solo alimentazione, ma è cultura, territorio, innovazione, tradizione, sostenibilità, solidarietà, etica, ricerca, economia”.