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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 4 - 26 feb 2014
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Salute

Oncologia: i ragazzi nella 'terra di nessuno'

Se la diagnosi di cancro su un adulto è sconvolgente, su un bambino è anche più tragica. In Italia, ogni anno, si registrano circa 2.000 casi nella fascia compresa tra 0 e 14 anni, circa mille tra gli adolescenti. Ma il trend di costante miglioramento in termini di sopravvivenza documentato negli ultimi anni per i bambini e per gli adulti non coinvolge i pazienti adolescenti, che corrono spesso il rischio di trovarsi in una 'terra di nessuno’, tra il mondo dell’oncologia pediatrica, dove esistono limiti di età ai maggiori di 16-18 o anche 14 anni, e quello dell’adulto, dove non è diffusa una specifica esperienza per questa fascia di età. 

Secondo una recente indagine realizzata per la Giornata mondiale contro il cancro infantile, che ricorre ogni anno il 15 febbraio su iniziativa dell’International Childhood Cancer Parent Organisation (Iccpo), della Federazione italiana associazioni genitori oncoematologia pediatrica (Fiagop Onlus) e con la collaborazione dell’Associazione italiana di ematologia e oncologia pediatrica (Aieop), se per i bambini l'intervallo medio che trascorre tra i primi sintomi e la diagnosi è di 47 giorni, nei ragazzi d'età superiore ai 15 anni si arriva a anche a 137 giorni.

"Le statistiche mediche parlano chiaro: se curati in ambito pediatrico e magari dotati di servizi e operatori dedicati alla loro età, i ragazzi hanno molte più probabilità di guarigione", afferma Angelo Ricci, presidente di Fiagop. Qualche struttura ci ha pensato: l'Istituto nazionale dei tumori di Milano, ad esempio, ha un reparto dedicato ai ragazzi e, a Roma, in occasione della giornata, è stato inaugurato al Policlinico Umberto I un innovativo reparto di oncologia pediatrica. Anche l’Associazione Peter Pan accoglie nelle sue strutture i piccoli pazienti e le loro famiglie provenienti da altre città e nazioni.