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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 3 - 12 feb 2014
ISSN 2037-4801

Vita CNR   a cura di Francesca Gorini

Socio-economico

Immigrazione, gli stereotipi fanno testo

Un flusso costante di persone in fuga dai loro paesi di origine, prive di istruzione e poco qualificate. Stereotipi sull’immigrazione che non tengono conto della complessità del fenomeno, soprattutto in Italia, dove la realtà è estremamente eterogenea relativamente a cause, provenienza e periodi di permanenza nel Paese. 

Luoghi comuni che si ritrovano anche a scuola, dove l’immigrazione è ancora affrontata in maniera frammentata ed eccessivamente semplificata. Lo conferma uno studio dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali (Irpps) del Cnr di Roma, che ha provato a verificare, attraverso un’analisi di testi e immagini presenti nei libri di storia e geografia in uso nella secondaria inferiore e superiore, quale tipo di valori viene trasmesso agli studenti su questo tema.

La ricerca ha preso in esame un campione di 26 volumi tra quelli maggiormente adottati da istituti della Capitale e di Milano. “L’analisi delle immagini è già chiaramente indicativa: gli individui fotografati sono quasi sempre di sesso maschile, spesso ritratti in situazioni disagiate o di marginalità, raramente in contesti partecipativi di convivenza”, spiega Adriana Valente, coordinatrice dell'Unità di ricerca 'Comunicazione della scienza ed educazione’ del Cnr. “Viene così ripetuto lo stereotipo che contrappone un 'noi’ nazionale a un ipotetico 'loro’, dove gli immigrati sono considerati alla stregua di un blocco unitario, quando invece il nostro Paese non ha una sola immigrazione, ma molte, del tutto diverse e indipendenti tra loro”.

Scarsissima la rappresentazione di donne, specie di lavoratrici. “Gli ultimi dati Istat hanno invece rivelato che in Italia la componente femminile di immigrati è superiore, anche se di poco, a quella maschile, e altissima è la percentuale di donne inserite nel mondo professionale, non solo nell’assistenza domestica o domiciliare, ma anche nell’impresa”, prosegue la ricercatrice dell’Irpps-Cnr.

Spesso, poi, i testi enfatizzano l’aspetto problematico del fenomeno “con riferimenti al 'drammatico flusso’ o alla 'tragedia dei migranti’”, aggiunge Tommaso Castellani dell’Irpps-Cnr, coautore dello studio. “Certamente affrontare l’argomento in poche righe non è banale, ma il rischio di questo approccio è di rendere ancora più difficile per i ragazzi comprenderlo realmente, cogliere le diverse forme che assume nel tempo, la molteplicità di cause, interessi e vissuti coinvolti”.

In molti casi, le carenze possono essere attribuite all’inevitabile ritardo nella trasposizione didattica: dibattiti recentissimi come quello dei diritti di cittadinanza, ad esempio, difficilmente potrebbero rientrare in libri di testo editi solo uno o due anni fa. “Tuttavia, nella maggior parte dei casi, l’ampiezza di questo ritardo è la misura di un contesto culturale poco attento”, conclude Valente. 

Fonte: Adriana Valente, Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali, Roma, tel. 06/492724237 , email adriana.valente@cnr.it -