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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 2 - 24 mar 2010
ISSN 2037-4801

Focus  

Ambiente

Esi 2007, rischio sismico su un'altra scala

Scosse sismiche di violenza talvolta devastante hanno recentemente sconvolto varie zone del mondo: Haiti, Cile e Turchia. L'intensità risulta a tutt'oggi la misura più importante per la definizione di un sisma  pur non essendo l'unica.

La scala Esi (Environmental sismic intensity scale) 2007 ambisce a fornire un quadro più esaustivo e obiettivo del fenomeno sismico. Messa a punto da un gruppo di lavoro italiano, composto da ricercatori dell'Istituto per l'ambiente marino costiero (Iamc) del Cnr di Napoli, dell'università dell'Insubria e dell'Apat-Ispra di Roma, nell'ambito di un team internazionale di esperti, Esi 2007 scale "attribuisce l'intensità di un sisma esclusivamente sulla base degli effetti provocati sull'ambiente fisico", spiega Sabina Porfido dell'Iamc-Cnr.

Strutturata in dodici gradi, come le scale macrosismiche classiche, Esi 2007 ha classificato al IX grado il sisma che ha colpito l'aquilano nell'aprile 2009. "Sono stati condotti studi di dettaglio per il rilevamento degli effetti primari e secondari", prosegue  la collega Eliana Esposito, "riconoscendo quali elementi primari principali la riattivazione della faglia che attraversa l'abitato di Paganica, unitamente ad altri segmenti. E sono stati censiti effetti secondari ascrivibili soprattutto a fenomeni gravitativi quali crolli, fatturazioni del suolo e variazioni idrologiche su un'area di mille km2, comparati con il quadro degli effetti indotti da sequenze simili, come quelle in Umbria e Marche del 1997-98".

Il nuovo metodo di classificazione risulta particolarmente opportuno per i sismi con intensità maggiori o uguali al X grado, quando cioè la gran parte degli edifici risulta distrutta o irrimediabilmente danneggiata, mentre gli effetti sul terreno diventano le uniche testimonianze con valore diagnostico. "Storicamente le scale macrosismiche basano il grado di intensità sugli effetti prodotti sull'uomo, sulle strutture antropiche e sull'ambiente naturale", prosegue Porfido. "Quest'ultimo aspetto è però sottostimato, pur costituendo un importantissimo fattore di valutazione. Esi 2007 scale si basa invece sulla classificazione, quantificazione e misurazione di numerosi aspetti geologici, tettonici, idrologici, geomorfologici e botanici, differenziando effetti secondari quali fratturazioni, liquefazioni, frane, variazioni idrologiche e chimico-fisiche delle acque, tsunami, scuotimento degli alberi, ed effetti primari. In particolare, questi ultimi si manifestano a partire dall'VIII grado".

La nuova scala macrosismica verrà utilizzata come strumento di studio nell'ambito del 'Progetto di rete interuniversitaria Italo-Centroamericana nell'analisi e valutazioni delle pericolosità naturali (2010-11)', per il quale Eliana Esposito ha tenuto corsi di Hazard (rischio) sismico presso le università del Guatemala e del Nicaragua.

Paola Colapinto

Fonte: Eliana Esposito, Istituto per l'ambiente marino costiero, Napoli' , email eliana.esposito@iamc.cnr.it - Sabina Porfido, Istituto per l'ambiente marino costiero, Napoli', tel. 081/5423842 , email sabina.porfido@iamc.cnr.it -