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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 15 - 30 ott 2013
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Informatica

Nativi digitali nel mondo

Su una popolazione mondiale di 7 miliardi di persone, i nativi digitali sono 363 milioni, corrispondenti al 5,2% della popolazione mondiale, ma soltanto il 30% ha avuto un’esperienza sul web di almeno 5 anni, parametro essenziale per essere definito tale. Sono alcuni dati che emergono da uno studio condotto dal Georgia Institute of Technology e dall’International Telecommunication Union statunitensi sulla situazione dei nativi digitali nel mondo.

Nella classifica, al primo posto si colloca l’Islanda il secondo posto spetta alla Nuova Zelanda, seguita da Corea del Sud, Malesia, Lituania, Usa Barbados, Slovacchia, Lettonia e Danimarca. L’Italia, ultima tra i paesi occidentali, è al 78° posto su 180. I nostri nativi digitali sono oltre 4 milioni, ma la percentuale rispetto al totale della popolazione è del 6,7%, contro il 13,9% dell’Islanda. Sul ritardo dell’Italia pesano l’invecchiamento demografico e la poca diffusione della banda larga: anche il Giappone, pur registrando 12 milioni di nativi digitali, il 99,5% dei giovani, fa registrare solo il 9,6% sul totale della popolazione.

Lo studio americano conferma che le nazioni con la più alta percentuale di nativi digitali sono quelle più ricche o in via di sviluppo e che anche le economie più piccole, come quella malese, possono crescere sfruttando la bassa età media e investendo in tecnologia ed educazione. “Il futuro di una nazione sarà deciso dai giovani di oggi e dalla tecnologia”, afferma Michael Best, professore associato del Georgia Institute of Technology e coautore della ricerca. “I paesi con un’alta percentuale di ragazzi che hanno una buona presenza on line costruiranno e guideranno l’epoca digitale che sta arrivando”.