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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 14 - 16 ott 2013
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Salute

Diventare mamma in Italia

Le donne italiane hanno il primo figlio dopo i 30 anni, non così le donne straniere che danno alla luce quasi un bimbo su cinque di quelli che nascono nel nostro Paese; il 37,5% dei parti avviene ancora con taglio cesareo, ma la media supera il 58% nelle strutture private accreditate. Sono alcuni dei dati del IX Rapporto sull’evento nascita in Italia pubblicati dal ministero della Salute, relativi al 2010. 

L’88,2% dei parti avviene in Istituti di cura pubblici, l’11,8% nelle case di cura e solo 0,1% in altri luoghi, in genere nel proprio domicilio. Il 67,9% delle nascite si svolge in strutture dove ne avvengono almeno 1.000 l’anno; 7,1% in strutture che ne accolgono meno di 500 annui. L’età media della madre per le italiane è di 32,6 anni, mentre scende a 29,3 per le straniere. L’età media al primo figlio è per le italiane superiore a 31 anni in quasi in tutte le regioni, ma con variazioni sensibili tra Nord e Sud. Le donne straniere partoriscono il primo figlio in media a 27,7 anni.

Nonostante cresca l'età media delle madri, cala il numero delle amniocentesi: ne sono state effettuate 13,6 ogni 100 parti, a fronte delle 14,2 registrate dal precedente rapporto. Resta alto e stabile, anche rispetto alla media europea, il numero dei controlli effettuati in gravidanza: nell'84,6% dei casi il numero di visite ostetriche è superiore a 4 e nel 73,2% delle gravidanze si effettuano più di 3 ecografie. Anche in conseguenza di questo, scende il tasso di mortalità natale, nel 2010 sono stati rilevati 1.510 nati morti, pari a 2,72 nati morti ogni 1.000 nati, nel 2009 erano il 2,83.
“Il parto costituisce l’evento culminante di un 'percorso nascita’ che inizia con l’adozione di misure di politica sanitaria generali a favore delle adolescenti e delle donne in età fertile e prosegue attraverso l’organizzazione delle strutture sanitarie territoriali e ospedaliere preposte al settore materno infantile e alla definizione di linee guida di elevato livello scientifico per gli operatori”, ha commentato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. “Queste misure, se correttamente e diffusamente adottate, concorrono alla realizzazione di un miglioramento della qualità, sicurezza e appropriatezza degli interventi e alla riduzione dei tagli cesarei. Ritengo che i risultati evidenziati da questo Rapporto potranno ulteriormente essere migliorati proprio grazie all’impegno del Ministero e delle Regioni a proseguire e rafforzare tali iniziative, nel prioritario interesse della salute delle donne e dei neonati che vedono la luce nel nostro Paese”.