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CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 14 - 16 ott 2013
ISSN 2037-4801

Vita CNR   a cura di Francesca Gorini

Ambiente

75 anni di ricerche sull'acqua

Nell’anno in cui il Cnr compie 90 anni, uno delle sue strutture più antiche, l’Istituto per lo studio degli ecosistemi (Ise) di Pallanza (Vb), festeggia il settantacinquesimo anniversario dalla fondazione. Era il 1938 quando la bellissima Villa De Marchi di Pallanza, di proprietà di Marco De Marchi, naturalista, filantropo e collezionista, venne donata allo Stato per essere trasformata in un centro di ricerca sulle acque. Nacque così l’Istituto italiano di idrobiologia, diventato parte del Cnr nel 1977 e nel 2002, a seguito di un'ampia ristrutturazione e con l’acquisizione di altri tre sedi a Sesto Fiorentino, Pisa e Sassari, rinominato Istituto per lo studio degli ecosistemi.

Molte le iniziative per celebrare la ricorrenza, a partire dalla mostra 'L’acqua per la vita, una vita per l’acqua’ allestita nei giorni scorsi a Villa Giulia (Pallanza) con il sostegno della Fondazione comunitaria del Verbano Cusio Ossola (Vco): un percorso storico-scientifico che attraverso l’utilizzo di video, strumenti antichi e recenti e attività dal vivo ha introdotto il pubblico ai tanti aspetti legati alla ricerca sulle acque lacustri e fluviali.

“Siamo partiti da un approccio storico presentando gli eventi che hanno reso possibile la fondazione dell’Istituto e i protagonisti che negli anni lo hanno animato”, spiega Piero Guilizzoni, direttore dell’Ise-Cnr. “Filo conduttore dell’esposizione è stato il tentativo di illustrare le caratteristiche e i problemi relativi alle acque fluviali e lacustri, principali protagoniste delle ricerche dell’Istituto: la limnologia (studio delle acque interne, sia ferme quali stagni, laghi e paludi, sia in movimento quali ruscelli e fiumi) è infatti una disciplina essenziale per conoscere la realtà territoriale e pianificare una corretta gestione delle risorse idriche, anche in un’ottica di tutela e riqualificazione ambientale”.

Se la collocazione sulle rive del Lago Maggiore ha privilegiato lo studio di quell’ecosistema e del territorio circostante, negli anni l’attività di ricerca si è progressivamente allargata a numerosi altri ambienti: dai laghi subalpini italiani ai laghi laziali, fino agli ecosistemi estremi quali l'Himalaya, l'Artico, l'Antartide, la Patagonia, con l’obiettivo di comprendere problemi irrisolti legati all’antropizzazione e ai cambiamenti climatici. Una parte della mostra è inoltre dedicata alle attività delle sedi di Firenze, Pisa e Sassari. 

“Nel corso di questi 75 anni molti ricercatori di fama mondiale hanno avuto modo di soggiornare a Pallanza sviluppando passo dopo passo, proprio nel piccolo borgo decentrato rispetto alle grandi città, quelle teorie che oggi sono alla base dell'ecologia moderna. Ancora oggi si parla spesso della 'Scuola di Pallanza’”, conclude il direttore.

Tra le altre iniziative, una progressiva digitalizzazione dell’archivio storico, patrimonio unico di documenti e fotografie che testimoniano l’intreccio tra la storia dell’Istituto e quella della limnologia. Altri eventi mirati, volti a far conoscere soprattutto agli studenti delle scuole le attività dell’Istituto, sono in via di definizione con i comuni vicini, mentre è prevista per l'anno prossimo l'uscita di un numero speciale del 'Journal of Limnology’, la rivista specialistica edita dall’Ise-Cnr e diffusa in tutto il mondo.

Fonte: Tiziana Tonsi , Istituto per lo studio degli ecosistemi, Pallanza Verbania, email t.tonsi@ise.cnr.it