Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 13 - 2 ott 2013
ISSN 2037-4801

Focus - Enigmistica  

Salute

Il cruciverba? Aiuta a contrastare lo stress

L’enigmistica è sicuramente un importante allenamento per il nostro cervello. “Quando svolgiamo questo tipo di attività stiamo ponendo le basi per quella che in termini neurobiologici viene definita neurogenesi, ovvero la produzione di nuovi neuroni nel cervello adulto”, spiega Angelo Gemignani dell’Istituto di fisiologia clinica (Ifc) del Cnr di Pisa. “Tale processo è dinamicamente regolato da diversi fattori ambientali e declina rapidamente con l'età e, allo stesso tempo, viene potenzialmente stimolato dall'esercizio mentale e dall'ambiente arricchito. Alcuni studi hanno evidenziato che soggetti che vivono in condizioni di impoverimento culturale evidenziano una ridotta neurogenesi e, quindi, un più rapido decadimento cognitivo. Ecco perché è fondamentale tenere sempre in allenamento il nostro cervello”.

Ma il gioco da svolgere nei momenti di relax, magari in spiaggia mentre si prende il sole, e che implica un esercizio mentale rappresenta davvero un metodo utile per abbattere lo stress, oltre che per contrastare il decadimento cognitivo? “Pur non essendoci ancora dati scientifici certi sul ruolo che questo tipo di esercizi ha sullo stress”, prosegue Gemignani, “possiamo dire che a livello neurofisiologico i processi cognitivi legati ai test di allenamento mentale sono mediati da particolari neurotrasmettitori come la serotonina, la dopamina, l'acetilcolina e la noradrenalina, a loro volta alterati in condizioni di stress, a cui segue una riduzione della flessibilità cognitiva. Tutto ciò evidenzia una forte probabilità che l’attenzione dedicata a queste attività, riduca la percezione dello stress”.

Certamente l’aspetto più sorprendente nell’attività enigmistica è il ruolo che gioca il sonno nella risoluzione dei vari giochi, ad esempio dei rebus. “È senz’altro interessante notare come a volte, la soluzione di un problema lasciato in sospeso la sera, si risolva facilmente il mattino seguente”, precisa lo psicofisiologo del Cnr. “In altre parole il sonno sembra esaltare le capacità intuitive. L’intuizione denota una ristrutturazione mentale che porta a un improvviso aumento della conoscenza esplicita. La memoria esplicita, sembra essere maggiormente plasmata dal sonno ad onde lente, ossia quello in cui non si sogna e siamo del tutto incoscienti”.

Ma tutte le fasi del sonno partecipano all’intuizione incosciente o una in particolare? “La memoria esplicita, sembra essere maggiormente plasmata dal sonno a onde lente (il sonno in cui non si sogna e siamo del tutto incoscienti)”, conclude Gemignani. “D'altra parte, la maggior parte dei casi più celebri di intuizione scientifica e di creatività artistica sono riportati emergere da un sogno, ovvero da quella attività mentale bizzarra e illogica tipica del sonno Rem o sonno paradosso. Tra gli esempi più famosi d’intuizione scientifica che hanno portato a scoperte fondamentali per l’umanità, ricordiamo la 'struttura ciclica del benzene’ di Friedrich Kekulè, oppure la 'trasmissione chimica neurotrasmettitoriale’ di Otto Loewi, oppure anche la 'tavola periodica degli elementi’ di Dmitrij Mendeleev”.

Alla luce di questo stretto rapporto tra risoluzione dei problemi a livello cognitivo, creatività e sonno, chi non ci dice che i grandi pittori o compositori non abbiano trovato proprio in quei momenti, l'inspirazione per i loro capolavori? Non ci è dato saperlo, mentre è noto che il sonno aiuta la mente a rigenerarsi, la memoria a consolidarsi, lo stress a ridursi.

Claudia Ceccarelli

Fonte: Angelo Gemignani, Istituto di fisiologia clinica, Pisa, tel. 050/3152686 , email gemignan@dfb.unipi.it -