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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 13 - 2 ott 2013
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Salute

Cosmesi sempre più 'bio'

Gli italiani sono sempre più attenti alla cura e all’igiene della persona e ai cosmetici biologici, che registrano un numero crescente di consumatori. È quanto emerge da un'indagine dell'Osservatorio Sana, curata da Nomisma su incarico di BolognaFiere.

Il 91% degli intervistati (un campione di circa mille persone) vorrebbe che venisse introdotta una normativa europea con criteri standard per certificare questi prodotti, come già avviene per gli alimenti, anche se molti non sanno bene quale sia la differenza tra prodotto naturale e biologico.

In particolare, alla domanda se negli ultimi 12 mesi avessero acquistato o utilizzato cosmetici e prodotti per la cura della persona naturali, ecologici, con ingredienti biologici o privi di sostanze dannose per l'uomo e l'ambiente, oltre l'80% dei consumatori ha risposto “sì”: il 46,6% "ogni tanto", il 19% "spesso", il 15% "solo una volta". Il 64,9% ha acquistato prodotti per la cura del corpo e l'igiene della persona (shampoo, bagnoschiuma, sapone); mentre ai cosmetici (creme e prodotti per il trucco) è interessato il 40%.

Interpellati sulla differenza tra prodotto naturale e biologico, i consumatori indicano in prevalenza (59%) l'esistenza di garanzie diverse offerte dalle due categorie di prodotti. Ma quasi la metà dei consumatori (41%) risulta confusa rispetto alle distinzioni: il 28% non sa rispondere alla domanda e il 13% ritiene che naturale e biologico siano la stessa cosa. Il 40,2% dei consumatori pensa che un prodotto cosmetico o per la cura della persona è naturale quando è derivato da ingredienti naturali, come erbe officinali e oli naturali; per il 37,6% quando non contiene sostanze chimiche; per il 14,8%, invece, quando è sicuro per la salute umana. Gli ingredienti 'bio’ con cui è prodotto sono sinonimo di 'naturalità’ per il 6,1%.

"La cosmesi biologica e naturale rappresenta una delle risposte che il sistema produttivo sta cercando di offrire a un mercato e a un consumatore sempre più alla ricerca di maggiore naturalità, intesa come equilibrio e rispetto delle risorse naturali", ha spiegato Fabrizio Piva, amministratore delegato Ccpb (Controllo e certificazione per il biologico) durante la manifestazione di Sana 2013.

Dall’indagine di Nomisma emerge infine che se i prodotti avessero una certificazione europea unica potrebbe aumentare la disponibilità all’acquisto per il 37% dei consumatori. “È per questo che chi ha responsabilità di regolazione del mercato dovrebbe definire e fissare norme pubbliche uguali per tutti, in modo che il settore non sviluppi una concorrenza 'al ribasso’, ma risponda in modo esaustivo alle richieste del mercato”, ha concluso Piva.