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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 12 - 11 set 2013
ISSN 2037-4801

Focus - Idee per la politica  

Informatica

Ingegneria e Ict, strategici per la crescita

La ricerca scientifica costituisce un patrimonio importante per lo sviluppo del sistema paese e deve pertanto trovare un’adeguata attenzione da parte del mondo politico-istituzionale. Svolgere attività di ricerca non è, tuttavia, sufficiente per richiedere attenzione e risorse, è necessario svolgere una buona attività di ricerca, in grado di produrre cultura e innovazione. Pertanto, parafrasando JFK, “Non chiedete cosa possa fare il paese per voi: chiedete cosa potete fare voi per il paese”, prima di chiedere è necessario valutare quale sia il contributo che possiamo dare come ricercatori alla crescita culturale, sociale ed economica del Paese. Il Dipartimento di ingegneria, Ict e tecnologie per l'energia e trasporti (Diitet) del Cnr svolge attività scientifiche in aree prioritarie per l’innovazione del Paese con applicazione in molti settori produttivi: dall’energia ai trasporti, dall’ingegneria industriale alle costruzioni, dal biomedicale fino a settori quali l’aero-spazio, i beni culturali, la sicurezza, l’ambiente, l’agricoltura e la cantieristica. L’integrazione e la messa a sistema di queste competenze multidisciplinari offrono opportunità uniche nel panorama della ricerca. In particolare, è strategica l’integrazione delle discipline ingegneristiche più tradizionali (meccanica, costruzioni, energia, materiali innovativi e sistemi di produzione) con le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (Ict). Uno degli aspetti emergenti a livello sociale e produttivo, insieme ai Big data, è infatti la 'cyber-physical convergence’, la convergenza tra mondo virtuale e fisico, la creazione di nuovi prodotti e servizi basati su sistemi integrati e controllati attraverso Ict. Una convergenza strategica in scenari come la sicurezza stradale e aerea, la chirurgia robotica e l’efficienza della macchina statale, per i quali il Dipartimento – attraverso 21 istituti distribuiti su quasi tutto il territorio nazionale – rappresenta un luogo naturale di sviluppo, un elemento strategico per l’innovazione su tutta la filiera dalla generazione di conoscenza alla sua applicazione. Non a caso le Smart cities vedono il Diitet come uno dei principali attori a livello nazionale e internazionale: la città intelligente prevede l’uso di un’infrastruttura Ict, al fine di adattare i servizi alle esigenze dei cittadini, ridurre gli sprechi e rendere la città sostenibile.  

Acclarato tale ruolo, cosa dovrebbe fornire il Paese al Diitet, e più in generale al Cnr, per competere rispetto ai principali concorrenti europei e mondiali? L’aumento delle risorse umane e strumentali costituisce ovviamente l’elemento di base, tuttavia le difficoltà economiche difficilmente permetteranno gli investimenti necessari nel breve-medio termine. Esistono però possibili interventi politico-istituzionali, a costi nulli o estremamente limitati, sul piano degli adeguamenti normativi e delle politiche per la ricerca.

Il primo passo è il riconoscimento delle specificità del settore rispetto alla pubblica amministrazione. La necessità di ricorrere a inutilmente complesse e rigide procedure per acquisti di poche centinaia di euro, per esempio, invece di produrre risparmi finisce per causare ritardi e quindi costi, nonché frustrazione tra i ricercatori. Serve un’identificazione chiara e stabile del ruolo e della missione del Cnr, le cui continue riforme non permettono un’adeguata programmazione. I ricercatori, invece di concentrarsi sul loro lavoro, sono continuamente impegnati a ridefinirne strategie e obiettivi. Il riconoscimento di chi lavora nella ricerca degli Enti pubblici costituisce un passo importante, in primo luogo per una maggiore equiparazione con i ricercatori e professori universitari.

In accordo con le best pratices internazionali, sarebbe poi necessario favorire una riduzione della burocrazia, spostando il controllo dalla fase ex-ante alla fase ex-post, con l’obiettivo di valutare i risultati. L’obiettivo dovrebbe essere quello di creare condizioni in grado di premiare i migliori a livello mondiale e aumentare l’attrattività italiana, anche grazie all’allineamento delle retribuzioni agli standard internazionali.

I finanziamenti per la ricerca e l’innovazione passano, sempre più, attraverso la Commissione Europea. È pertanto fondamentale, infine, sviluppare una strategia a livello di Paese per influenzare la politica comunitaria e garantire una presenza italiana qualificata nei tavoli decisionali. Troppo spesso la partecipazione allo spazio europeo della ricerca è stata lasciata all’iniziativa dei singoli, mentre la strategia nazionale è risultata carente e/o non adeguatamente supportata. Il risultato più evidente di questo atteggiamento è il limitato ritorno finanziario, a fronte di un forte impegno (in termini numerici) dei nostri ricercatori nell’ambito dei programmi comunitari.

Marco Conti

Fonte: Marco Conti , Dipartimento di ingegneria , Ict e tecnologie per l'energia e trasporti, tel. 06/4993.2462, -3849, -2064, email direttore.diitet@cnr.it