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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 12 - 11 set 2013
ISSN 2037-4801

Focus - Idee per la politica  

Ambiente

Ricerca per l'ambiente: serve continuità

Un requisito fondamentale che i governi dovrebbero assicurare a tutti i settori di ricerca è ovviamente il finanziamento, inteso come investimento per la conoscenza e l’innovazione del paese che produce sviluppo economico, con una programmazione pluriennale che consenta migliori sinergie e partecipazione ai programmi internazionali (e dunque notevoli risparmi). Basti pensare, per quanto riguarda le tematiche ambientali, ai programmi di ricerca polari e in particolare antartici.

Per quanto concerne i settori nei quali richiedere al mondo politico-istituzionale interventi mirati di sostegno alla ricerca e all’innovazione sono da citare poi la valorizzazione e la sostenibilità delle risorse naturali, la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, la protezione dai rischi naturali e ambientali, il recupero ambientale dei siti contaminati, la riduzione dell’impatto della produzione di energia sull’ambiente, lo sviluppo di tecnologie ambientali a basso costo. Potenziare il sistema ricerca rappresenta una straordinaria opportunità di sviluppo del territorio, di impulso alla competitività del sistema produttivo e di miglioramento della vita dei cittadini, in particolare nelle regioni meridionali e per le Pmi.

Il ruolo che la ricerca può svolgerre nella prevenzione dei rischi e nella messa in sicurezza del territorio potrebbe tradursi nella realizzazione di veri e propri 'cantieri verdi', volano di attività economiche e occupazione.

Questa richiesta si collega, a livello europeo, all’avvio di Programmi strategici dedicati a un’economia basata sulla conoscenza, alla promozione del territorio fondata sulla 'specializzazione intelligente’ (Smart Specialization), ad ambiti tecnologici specifici e alla definizione di politiche locali nelle quali gli aspetti ambientali rappresentano elementi essenziali (si pensi a Horizon 2020).

Maggiori e migliori interventi di sostegno alla ricerca e all’innovazione potranno fornire importanti elementi conoscitivi per: le sfide proposte dai cambiamenti ambientali; la mitigazione dei rischi naturali e antropici; ambiti di recente sviluppo quali bonifiche ambientali, traffici di rifiuti, ecc.; innovazione tecnologica delle imprese; coordinamento tra i vari attori nei campi della previsione e prevenzione dei fenomeni naturali.

L’informazione raccolta grazie alla collaborazione tra mondo della ricerca e politico-istituzionale non dovrà però rimanere nei cassetti ma essere resa disponibile alla comunità scientifica, ai decisori e ai cittadini. Per questo, quasi tutte le ricerche Cnr hanno sposato il concetto degli 'Open Data’, con la costruzione di portali e archivi aperti.

Elemento fondamentale per l’efficacia della collaborazione tra ricerca, imprese e organi istituzionali è – come si accennava - l’organizzazione degli interventi in organici Programmi nazionali e quindi la garanzia della continuità dell’azione strategica, correlata alla capacità di finanziamento, cruciale per non disperdere la conoscenza accumulata e il grande sforzo economico e umano relativo.

Nel contesto di un quadro di intervento così accennato, appare altrettanto fondamentale il coordinamento tra i nostri ricercatori e le Istituzioni che rappresentano l’Italia negli organismi europei e internazionali. Un sistema della ricerca ben rappresentato a livello comunitario e mondiale sarebbe di grande vantaggio anche per le imprese che operano nel settore ambientale.

Enrico Brugnoli e Veronica Giuliano

Fonte: Enrico Brugnoli, Dipartimento scienze del sistema terra e tecnologie per l'ambiente, tel. 06/49933836 , email enrico.brugnoli@cnr.it -