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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 10 - 12 giu 2013
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Ambiente

Arrivano le arnie computerizzate

Ripopolare gli alveari e trovare una spiegazione alla mortalità delle api non è un problema marginale: circa un terzo della dieta alimentare umana è basato su piante impollinate da insetti tra i quali; l'ape mellifera, copre l'80% circa,, secondo l'Accademia nazionale delle scienze americana.

L'inquinamento elettromagnetico, la diffusione di nuove malattie, la recrudescenza di quelle già conosciute e l'utilizzo di prodotti fitosanitari sono tra le cause della moria. Per selezionare razze più resistenti e più adatte al territorio, ora arriva l'arnia informatizzata. È stata messa a punto dal Centro di trasferimento tecnologico della fondazione Edmund Mach (Fem) di San Michele all'Adige in Trentino, impegnata da alcuni anni sul fronte della ricerca verso l'apicoltura e il mondo delle api.

"Queste arnie sono un vero e proprio strumento di studio", spiega Paolo Fontana della Fem, "dotato di sensori che forniscono dati sulla produttività e sullo sviluppo della colonia, sulle condizioni ambientali (temperature esterne) e sull'attività delle api in entrata e uscita è fondamentale per studiare l'effetto di alcuni insetticidi che non provocano la morte delle api ma il loro disorientamento".

Anche gli orari e le temperature di volo sono dati utili, per selezionare ceppi di api adattati alle diverse condizioni climatiche. "L'ape riveste un ruolo di organismo bioindicatore", spiega il ricercatore, "poiché avendo un raggio di azione molto esteso (fino a 5 km) concentra nella sua colonia prodotti diversi, quale nettare, polline, propoli e acqua, effettuando un monitoraggio efficace e capillare. Uno stato di malessere delle colonie di ape mellifera può far supporre qualche problematica ambientale".