Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 9 - 29 mag 2013
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Socio-economico

Ricerca, lezione anglosassone per l'Italia

"La scienza oggi più che mai è essenziale alla prosperità, alla salute e al benessere del nostro popolo". È quanto ha affermato in più occasioni il presidente degli Stati Uniti, Barak Obama. È stato dimostrato che un dollaro investito nei laboratori di ricerca può fruttarne 2,21 nel giro di un anno. Basti pensare, per esempio, agli studi sul genoma umano: a fronte di un investimento di 3.8 miliardi di dollari, il ritorno per l'economia del paese è stato di 800 miliardi in 13 anni. In pratica, un dollaro speso ne rende 140 e, inoltre, solo nel 2010 quel progetto ha consentito di creare 310.000 posti di lavoro. E dal 1998 al 2010 i posti di lavoro in più sono stati tre milioni e 800.000. Sembra fuori discussione che gran parte della crescita del Paese dipenda dall'aver investito in ricerca, continuando nel solco tracciato da Abraham Lincoln che nel 1862, in piena guerra civile, aveva firmato il Morril Act, un decreto che promuoveva la ricerca nel campo delle scienze e della tecnologia, consentendo a giovani di talento di accedere all'educazione avanzata. Un decreto che apriva la strada alla creazione dell'Accademia delle scienze "per dare un futuro alla nazione". Sono alcune considerazioni che Giuseppe Remuzzi, primario di nefrologia e dialisi agli Ospedali riuniti di Bergamo, riporta in un articolo sul settimanale 'Lettura' del Corriere della sera, prendendo in esame i modelli americano, inglese e tedesco, che da 150 anni sono ancora validi e vincenti.

"Nel Regno Unito l'Università riserva più attenzione alla scienza di quanto faccia da noi, alla ricerca sono riservati maggiori finanziamenti, le donne sono considerate una risorsa, lo stato paga le imprese in tempi stabiliti e la gente rispetta le leggi". Sono considerazioni che l'onorevole Tito Menichetti scriveva al ministro dell'Industria tornando da Londra. Il deputato al parlamento aveva accompagnato una rappresentanza di operai italiani in visita all'Esposizione di Londra, il 22 aprile 1863, nello stesso giorno in cui si riunivano per la prima volta i membri dell'Accademia delle scienze americana. La relazione di Menichetti analizzava "in modo molto sofisticato le differenze tra la via inglese all'economia industriale e la nostra".

In Inghilterra, Svezia, Canada e Australia, per combattere la recessione hanno aumentato gli investimenti in ricerca. In Inghilterra hanno calcolato che ogni sterlina di soldi pubblici investiti in ricerca biomedica rende 30 penny all'anno all'economia del Paese, per sempre. La Germania, che due anni fa ha tagliato il bilancio federale di 80 miliardi, ha aumentato però gli investimenti in ricerca del 15% e ha investito soprattutto in ricerca biomedica, forse sulla scia dell'esperienza del genoma umano.

Remuzzi ricorda che "aver provato che il litio cura la depressione fa risparmiare solo negli Stati Uniti nove miliardi di dollari all'anno, prevenire le fratture della menopausa fa risparmiare 333 milioni di dollari, il vaccino per la poliomielite è costato di più di ricerca e costi di distribuzione di quanto non abbia fatto risparmiare al sistema sanitario, ma se si considerano le ore di lavoro non perse da chi non si ammalava il conto è di nuovo in attivo". A chi sostiene che i dati sul ritorno economico degli investimenti in ricerca non sarebbero poi così solidi, Obama risponde nel 2010 lanciando 'Star Metrics', chiedendo agli scienziati di aiutarlo a capire cosa è tornato indietro all'economia americana da tutto quello che hanno investito in ricerca negli ultimi anni. Gli scienziati gli preparano un rapporto di 600 pagine.

E noi? "Da noi il problema non è vedere qual è il ritorno economico di quanto si spende, è far partire una politica della ricerca, cominciando da qualche parte", sottolinea Remuzzi, pur considerando che "qualcuno potrebbe obiettare che è un momento difficile per noi, forse il più difficile dal dopoguerra, che non è il momento di pensare alla ricerca". Ma Lincoln l'ha fatta in piena guerra civile.