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CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 8 - 15 mag 2013
ISSN 2037-4801

Focus - Anniversari  

Ambiente

I primi uomini sulla vetta del mondo

Il 29 maggio del 1953, sessanta anni fa, Sir Edmund Hillary raggiunse insieme con il compagno, lo sherpa Tenzing Norgay, la quota di 8.848 metri, il punto più alto della Terra. Una fotografia immortala quella prima salita di cui si festeggia quest'anno il sessantesimo anniversario.

Lo straordinario fascino della vetta più alta del mondo è pari al fascino delle storie di avventura, alpinismo a scienza che ci sa raccontare. Come quella di Rainold Messner e Peter Habeler che l'8 maggio del 1978 furono i primi uomini a salire la vetta più alta del pianeta senza l'ausilio dell'ossigeno.

Anche quest'anno Simone Moro insieme a Ueli Steck e Denis Urubko, aggrediti da un gruppo di sherpa al campo due dell'Everest durante una ricognizione in quota per studiare una nuova via. O ancora come la storia tutta da scrivere del tentativo in corso di Denis Urubko e Alexey Bolotov di aprire una via sulla vertiginosa parete sudovest della montagna.

Poi ci sono anche tutte le storie legate alle missioni scientifiche, che hanno un sapore italiano. Sir Hillary mise piede esattamente a 8.848 metri? Il primo tentativo di misurazione venne effettuato nel 1852 e nel 1954 B.L. Gulatee determinò un valore assai vicino a quello indicato dalle ricerche attuali.

"Ho avuto la fortuna di accompagnare Ardito Desio durante il primo tentativo italiano di misurazione della vetta dell'Everest, nel 1987" racconta Agostino Da Polenza, presidente del Comitato EvK2Cnr. "Desio, spinto anche dalla curiosa ipotesi avanzata da George Wallenstein che il K2 fosse più alto dell'Everest, volle condurre una campagna di ricerca utilizzando per la prima volta la tecnologia satellitare. L'altezza così rilevata, ancora imprecisa, fu di 8.872 metri. Ma quella fu solo la prima di diverse spedizioni che EvK2Cnr ha poi condotto con il medesimo scopo. Fin dall'inizio le nostre campagne sono state caratterizzate da un uso pionieristico delle più avanzate tecnologie. Nel 1992 siamo tornati, insieme ai cinesi utilizzando per la prima volta un ricevitore GPS. I dati elaborati da Giorgio Poretti portarono a identificare una quota di 8.848,65 m (±35 cm)".

Nel 2004 Agostino Da Polenza guida una nuova spedizione: "In quell'occasione accoppiammo per la prima volta il GPS con un georadar sperimentale per rilevare sia la quota della copertura nevosa, sia la presenza della roccia sottostante. I dati indicarono una quota neve di 8852,12 (±12 cm) e una quota della roccia sottostante di 8848,82 (±23 cm)".

Un'ulteriore spedizione fu condotta l'anno seguente, da una équipe cinese. "Pochi mesi fa, infine, nei pressi del nostro Laboratorio Piramide - il presidio di ricerca di Evk2Cnr realizzato ai piedi dell'Everest su progetto di Ardito Desio - abbiamo attivato un nuovo Gps Master che permetterà l'effettuazione di misure di posizione Gps di alta precisione con sistema differenziale, e che fornirà nel corso del tempo, assunti i necessari dati di correzione, dati sempre più precisi", conclude Da Polenza.

Pietro Coerezza

Fonte: Agostino Da Polenza , Comitato Everest-K2-Cnr, tel. 035/3230511, email evk2cnr@evk2cnr.org