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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 6 - 27 mar 2013
ISSN 2037-4801

Focus - Pasqua  

Socio-economico

Spese e viaggi... da quaresima

Pasqua 'amara' per gli italiani (e non solo). La crisi economica incide sui consumi e stravolge abitudini che sembravano consolidate. Si risparmia oramai su tutto e a farne le spese sono anche i settori collegati al tempo libero. Se in passato le festività pasquali si passavano 'fuori porta' continua la flessione (iniziata nel 2009) dei viaggi per far visita a parenti e amici (-13,7%) anche nel periodo pasquale, mentre ancor più consistente rispetto all'anno precedente è la diminuzione delle vacanze di piacere/svago (-18,8%). A dirlo sono i dati impietosi dell'Istat (Statistiche-Report del 2012). Le variazioni negative sono osservate per i viaggi brevi e, nel caso di piacere/svago, anche per quelli lunghi (-17,6%); mentre sono stabili le quote dei soggiorni per motivi religiosi e per trattamenti di salute.

"Nonostante la diminuzione, le vacanze effettuate nel periodo pasquale e, più in generale, quelle per rigenerarsi e svagarsi, piacere e svago continuano a rappresentare la maggioranza dei viaggi con il 69,9%",  spiega l'economista Antonio Coviello, ricercatore dell'Istituto di ricerche sulle attività terziarie (Irat) del Cnr di Napoli. "La percentuale sale al 77% se si considerano anche le vacanze lunghe, mentre scende al 61,3% per quelle brevi".

Nell'ultimo anno considerato, i viaggi con pernottamento effettuati in Italia e all'estero dai residenti sono stati 83 milioni e  504 mila, per un totale di 532 milioni e 448 mila notti. Rispetto al 2011, si registra una diminuzione del numero (-16,5%) e dei pernottamenti (-15,1%), mentre resta immutata la durata media (6,4 notti). "Solo le visite a città o località d'arte rimangono stabili", specifica Coviello, "mentre tutte le altre tipologie di  vacanze di piacere/svago sono investite dalla diminuzione generalizzata: le variazioni oscillano tra il -35,6% per campagna/collina/lago e il -15,4% per i giri turistici".

E a tavola, come cambiano la abitudini degli italiani ai tempi della crisi? L'ultima analisi della Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), presentata a metà febbraio, evidenzia come 'tenga' la colazione al bar, perda colpi il pranzo, cali la cena conviviale. "Oltre la metà degli abituali frequentatori di ristoranti e pizzerie dichiara l'intenzione di uscire meno la sera", precisa il ricercatore. "I consumi alimentari non domestici si riducono soprattutto tra gli over 60 e tra i residenti nel Centro-Sud. E al ristorante impera l'essenzialità nelle portate, si fanno avanti tendenze che inseguono le ultime mode o riscoprono usanze di un passato che pareva ormai remoto. Dal menu fisso a prezzi modici, al 'tavolo conviviale' fino agli acquisti on-line: quelli di generi alimentari, informa il Corriere della Sera su dati eBay, sono aumentati del 62% nell'ultimo anno: si vende una bottiglia di vino ogni tre minuti e un prodotto enogastronomico ogni 60 secondi. I dolci, i biscotti, il tè e il caffè crescono del 182% e la birra, nel giro di un anno ha visto raddoppiare le vendite. E sotto Pasqua la caccia al 'prezzo giusto' è rivolta anche alle colombe e uova di cioccolato".

Mirna Moro

Fonte: Antonio Coviello, Istituto di ricerche sulle attivit terziarie, Napoli, tel. 081/2470964 , email a.coviello@irat.cnr.it -