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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 6 - 27 mar 2013
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Salute

Un antitumorale che viene dal mare

Alcune cellule dell'immunità, in particolare i macrofagi presenti in grande quantità nei tumori, denominati Tam, non solo non svolgono il proprio ruolo di difesa, ma anzi aiutano lo sviluppo e la diffusione del cancro. Come 'poliziotti corrotti' che, anziché arrestare i malviventi, li aiutano coprendone le malefatte. Un team di ricercatori italiani - appartenenti all'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, all'Istituto clinico Humanitas, all'Istituto nazionale dei tumori e all'Università di Milano - ha scoperto che un farmaco di origine marina, già approvato in Europa come antitumorale, agisce con un nuovo meccanismo d'azione.

Lo studio, sostenuto dall'Airc, è stato pubblicato su 'Cancer Cells'. Il medicinale in questione è la 'trabectedina'; questa molecola estratta dai molluschi, efficace nel trattamento di sarcomi e tumori dell'ovaio e approvata in Europa per uso clinico, uccide le cellule tumorali e blocca la loro proliferazione, interagendo con il Dna. Ma non è l'unico meccanismo d'azione della sostanza: in pazienti con sarcomi, la trabectedina riduce il numero di Tam e i precursori, i monociti, e inibisce la loro attività pro-tumorale, esercitata per esempio sostenendo la formazione di vasi sanguigni o stimolando direttamente la crescita del cancro. L'azione del farmaco è doppiamente utile, anche perché i Tam sono spesso associati alla resistenza alla chemioterapia e alla progressione della malattia.

"L'importanza dello studio costituisce una prova di principio", spiegano gli autori della ricerca, "e dimostra che eliminare i 'poliziotti corrotti' (macrofagi) è alla base dell'azione di un farmaco approvato per uso clinico contro il cancro e incoraggia a usarlo in modo diverso, personalizzando le cure".