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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 2 - 30 gen 2013
ISSN 2037-4801

Focus - Ricercatori stranieri  

Ambiente

Dall'Olanda per amore. Anche dei polimeri

La 'fuga dei cervelli' è il fenomeno, nato e molto lamentato, delle persone che si formano nel nostro Paese e poi cercano altrove il proprio futuro lavorativo. Talvolta, però, accade il contrario: ricercatori che dall'estero vengono in Italia, arricchendo il nostro patrimonio scientifico e culturale. È il caso di John Jansen, olandese che lavora in Calabria.

"Il mio arrivo qui è legato a questioni affettive. Sono riuscito a fare un primo passo verso l'Italia nel 2000 come 'visiting researcher' nell'Istituto per la chimica delle macromolecole del Cnr di Milano, in un progetto europeo 'Marie Curie'. Sono quindi riuscito a conquistare un posto fisso come ricercatore", racconta Jansen. "Più o meno nello stesso periodo, ho vinto un secondo concorso presso l'Istituto per la tecnologia delle membrane (Itm) del Cnr di Rende in provincia di Cosenza, dove lavoro, vicino a dove viveva la mia fidanzata dell'epoca. La mia fortuna è stata che servisse urgentemente un esperto di polimeri".

La distanza culturale tra paesi così lontani come l'Olanda e l'Italia non è trascurabile, ma il fatto che Jansen dopo 13 sia ancora qui indica che si tratta di differenze superabili. "A favorire il processo di integrazione sono stati i due anni in cui ho lavorato a Milano, che hanno reso più graduale il cambiamento", prosegue il ricercatore dell'Itm-Cnr. "Ambientarmi in Calabria, comunque, è stato relativamente facile, perché adoro la natura in tutte le sue forme: mare e montagna sono a due passi da casa, sono diventato socio del Club alpino di Cosenza e mi godo piacevoli escursioni a piedi d'estate oppure con le racchette da neve o gli sci da fondo d'inverno. Di questo luogo mi piacciono anche la lingua, la cucina e le persone".

Naturalmente qualche problema di traduzione c'è. "Gli olandesi sono molto più diretti degli italiani: quelli che io do reputandoli consigli costruttivi, dai colleghi talvolta spesso percepiti come critiche e questo in laboratorio causa scintille. Ma per il resto il rapporto con gli altri ricercatori è ottimo", continua lo studioso olandese. "Ho una posizione autonoma con i miei fondi e le mie tematiche di ricerca e ho riunito un piccolo gruppo intorno al progetto europeo 'DoubleNanoMem' di cui sono stato coordinatore e che nell'ultimo periodo ha dato ottimi frutti: tre articoli su 'Advanced Materials', 'Angewandte Chemie' e 'Science'".

Jansen lavora nell'ambito della chimica e della scienza dei materiali, la sua ricerca è focalizzata soprattutto sulla tematica ambientale, attraverso lo sviluppo e lo studio di membrane polimeriche, filtri molto efficienti in grado separare anche miscele di gas. Studi che hanno ricadute concrete. "Una delle possibili applicazioni è la rimozione della CO2 da gas di combustione, ad esempio da impianti per la produzione di energia elettrica", spiega Jasen. "Attualmente, parte della CO2 per uso industriale viene ancora estratta da riserve sotterranee, mentre si studia la possibilità di stoccaggio della CO2 sotto terra. Riuscire a riutilizzare la CO2 quindi sarebbe un enorme guadagno, economico e per l'ambiente. In Olanda, la CO2 prodotta nella zona industriale di Rotterdam viene riusata nelle serre per stimolare la crescita delle piante".

Non viene in mente mai al chimico di 'fuggire' dall'Italia? "Ho un fratello gemello che in Olanda guadagna quasi il doppio di me, quindi è evidente che non sono venuto per i soldi. Finché la vita e il lavoro mi danno le soddisfazioni che trovo ora e finché ci sono buone prospettive per il futuro però non penso di andarmene. Al Cnr e in Calabria mi trovo benissimo!",

Luciano Celi

Fonte: John Jansen, Istituto per la tecnologia delle membrane, Arcavacata di Rende , tel. 0984/492031, 0984/492005 , email jc.jansen@itm.cnr.it -