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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 1 - 16 gen 2013
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Tecnologia

L'universo plasmato dal bosone di Higgs

Senza la cosiddetta 'particella di Dio' l'universo non potrebbe esistere come è oggi, e quindi neanche noi: è quanto illustrato nella conferenza 'Il bosone di Higgs e la nostra vita', tenuta presso l'Accademia dei Lincei, a Roma, da Fabiola Gianotti, dirigente di Atlas, uno dei due esperimenti del Cern di Ginevra che nel luglio scorso hanno scoperto la particella che dà la massa alle particelle elementari.

"Se le particelle elementari non avessero massa, il protone - costituente fondamentale dell'atomo - decadrebbe: l'atomo stesso e tutti gli elementi chimici, che compongono la materia non vivente e vivente, non esisterebbero", spiega Gianotti. "Dunque l'universo sarebbe completamente diverso da come è oggi e da come lo possiamo immaginare".

Non si conoscono ancora le applicazioni della particella, ma si sa che sarà molto importante nel futuro, come lo è stato l'elettrone, scoperto alla fine dell'800 da Joseph John Thompson, e che oggi ci garantisce l'elettricità. "Alcune tecniche e terapie biomediche basate sull'uso di particelle, come l'adroterapia e la Pet (tomografia ad emissione di positroni), utilizzate per la diagnosi e la cura dei tumori, sono state messe a punto dal Cern", aggiunge Gianotti. "Non bisogna dimenticare, inoltre, che ogni volta che in aeroporto passiamo sotto un metal detector, stiamo passando sotto a un 'pezzo di Cern'".

La scienziata milanese è tra i finalisti per la copertina sul 'Time' dello scorso dicembre: la rivista l'ha classificata al quinto posto tra quanti si sono aggiudicati il titolo di 'Persona dell'anno'. Tra i vari riconoscimenti, è commendatore della Repubblica italiana, socio dell'Accademia dei Lincei, vincitrice dell'Ambrogino d'Oro' del Comune di Milano e del premio Aacs (Associazione abitanti del centro storico) di Roma, del quale è stata insignita venerdì scorso per gli importanti risultati raggiunti con la sua attività di ricerca, quale esempio di determinazione, capacità e disponibilità a lavorare in squadra, come si legge tra le motivazioni.

Una 'squadra', quella del Cern, composta da più di 10.000 scienziati provenienti da oltre 60 paesi del mondo: di essi ben un terzo sono giovani dottorandi e il 20% circa sono donne, con una percentuale che sale di qualche decina nelle fasce di età più bassa.

Viola Rita