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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 1 - 16 gen 2013
ISSN 2037-4801

Focus - Risparmio  

Socio-economico

La crisi salva solo l'Ict

La crisi economica continua a farsi sentire, soprattutto nelle famiglie italiane, che quest'anno hanno subito la crescita dellae disoccupazione, altissima soprattutto nella popolazione giovanile, dove tocca i massimi storici ehanno subito l'impoverimento generale del sistema economico, che ha generato un calo record dei consumi.

Lo studio recentemente presentato da Confcommercio non lascia dubbi e registra una diminuzione nel mese di novembre del 3,6% della domanda di servizi e del 2,7% per quanto riguarda i beni, rispetto allo stesso mese del 2011. Le cifre relative ai primi 11 mesi, -2,9% rispetto all'analogo periodo del 2011, mostrano con una certa evidenza che quello da poco concluso si avvii ad essere ricordato come "l'anno più difficile per i consumi del secondo dopoguerra. La riduzione è, infatti, la più elevata registrata dall'inizio delle serie storiche".

"Il potere d'acquisto degli italiani si è ridotto di oltre il 4% negli ultimi nove mesi del 2012, come rileva l'Istat", ricorda Antonio Coviello, dell'Istituto di ricerche delle attività terziarie (Irat) del Cnr di Napoli. "Gli italiani frenano soprattutto la spesa di beni quali elettrodomestici, mobili e auto, intimoriti dal clima di sfiducia e dal peso del fisco. Una tendenza negativa generale con qualche eccezione, come i beni e i servizi per le comunicazioni, che registrano un + 4% su base annua".

Come si spiega che questo sia l'unico segmento che in termini di quantità (ma non di valore), nel confronto tendenziale continua a mostrare una dinamica positiva? Gli acquisti di beni durevoli risultano sempre i più sacrificati nei momenti di incertezza, dato il loro prezzo medio elevato e la possibilità di rinviare gli acquisti, quando non necessari per sostituire un bene in dotazione.

"La spesa relativa per le comunicazioni sembra salvarsi perché probabilmente riconducibile a quei consumi che interpretano la 'ricerca della realtà'" aggiunge Coviello. "In un mondo che impone la globalizzazione a tutti i livelli, beni ad alta tecnologia quali tablet e smartphone e servizi quali le 'app' appaiono utili per essere più competitivi nel mondo del lavoro o addirittura indispensabili per cercarne uno nuovo".

I beni e servizi per la cura della persona mostrano, infine, una domanda stabile, dinamica, dovuta alla spese per la salute, servizi e prodotti. "Questa voce, che rappresenta un consumo obbligato da parte delle famiglie, si conferma meno coinvolta di altre dal peggioramento delle condizioni economiche", conclude il ricercatore dell'Irat-Cnr. "La drastica riduzione dei consumi è da attribuirsi sicuramente alle maggiori difficoltà presenti nel mercato del lavoro. Lo confermano, anche in questo caso, i dati: per quanto riguarda l'occupazione, a novembre c'è stata una riduzione di 42 mila posti di lavoro rispetto a ottobre e si calcola che da giugno se ne siano persi ben 192 mila".

U.S.

Fonte: Antonio Coviello, Istituto di ricerche sulle attivit terziarie, Napoli, tel. 081/2470942 , email a.coviello@irat.cnr.it -