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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 1 - 16 gen 2013
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Salute

La sanità secondo i cittadini

Circa un paziente su due vorrebbe essere maggiormente al centro del proprio percorso diagnostico-terapeutico; in generale, oltre l'80% degli intervistati desidera una posizione di centralità nei processi di assistenza e cura. Come sintomo dell'insicurezza dettata dalla crisi economica attuale, inoltre, quasi un italiano su due ritiene che i propri diritti di paziente siano garantiti solo in parte. La percentuale sale al 60% quando si parla delle garanzie per il futuro.

Sono alcuni dati emersi dall'indagine 'Gli italiani e il coraggio di viverla tutta', condotta da Gsk di Eurisko nell'ambito della campagna di impegno sociale dell'azienda farmaceutica Pfizer.

I bisogni primari percepiti come maggiormente a rischio sono quelli legati all'assistenza, al rimborso di farmaci e visite. Altra preoccupazione riguarda le possibilità di accesso a farmaci innovativi: a ritenere di potervi accedere facilmente è solo il 40% degli intervistati.

Nonostante lo scenario, la figura del medico di base rappresenta ancora un punto di riferimento per due terzi degli intervistati. Ben l'86%, inoltre, ritiene importante il racconto e la condivisione della propria esperienza di malattia per ricevere consigli e informazioni, sentirsi meno soli e affrontare le difficoltà.

Sempre nell'ambito di 'Viverla tutta' è nata anche la 'Carta dell'ascolto e della partecipazione del paziente', presentata al Senato durante la conferenza 'L'ascolto dell'esperienza del paziente per l'appropriatezza e la qualità delle cure'.

La Carta promuove inoltre una sanità 'a misura di cittadino' e sostiene l'approccio della 'Medicina narrativa', comparsa alla fine degli anni '90 e che ormai sta diventando una branca disciplinare riconosciuta a tutti gli effetti.

"Tale approccio favorisce un ascolto strutturato della storia clinica del paziente e aiuta medici, infermieri, operatori sociali e terapisti a migliorare l'efficacia di cura attraverso lo sviluppo della capacità di attenzione, riflessione, rappresentazione e affiliazione con i pazienti e i colleghi", conclude Rita Charon, docente di Clinica medica.

V.R.