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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 20 - 19 dic 2012
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Socio-economico

Un'assicurazione anti-catastrofi

I costi per far fronte ai danni provocati da catastrofi naturali in Italia ammontano in media a 3,5 miliardi di euro l'anno. E lo Stato non può più farsi carico di costi che, tra l'altro, aumentano progressivamente per le condizioni climatiche, che provocano nel nostro Paese conseguenze catastrofiche, e per la sua conformazione morfologica. Secondo i dati ufficiali del ministero dell'Ambiente, sono a 'rischio elevato' per calamità naturali l'89% dei comuni umbri, l'87 di quelli lucani, l'86 in Molise, il 71 in Liguria e Val d'Aosta, il 68 in Abruzzo, il 44 in Lombardia.

Il ragionamento è semplice: occorre prevedere una copertura assicurativa obbligatoria a difesa degli edifici, come ha proposto il ministro Corrado Clini. E come già avviene nei 21 paesi che hanno previsto un sistema pubblico o parzialmente privatizzato di assicurazione contro le calamità naturali, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Francia, Germania, Giappone, Spagna, Messico, Turchia e Romania.

Un'adeguata copertura consentirebbe di far coprire i danni ai beni privati dalle compagnie del settore, lasciando all'intervento dello Stato solo le spese di primo soccorso e di ripristino delle opere e delle infrastrutture pubbliche. Le polizze andrebbero ovviamente parametrate sulla probabilità di accadimento nei diversi contesti territoriali, utilizzando sia le ricerche scientifiche, sia le serie storiche disponibili. Si potrebbero così supporre quattro livelli di intervento: franchigia a carico dell'assicurato, assicuratore diretto, riassicuratore privato e, solo in ultima istanza, lo Stato.

Quanto costerebbe una polizza siffatta? È stato calcolato dall'Ania (Associazione che raggruppa le imprese assicuratrici in Italia) che se le coperture contro le calamità naturali diventassero obbligatorie, i premi (terremoto, frane, ecc.) si aggirerebbero 150 euro annui, per un appartamento medio di 100 mq.

Il presidente del Consiglio nazionale dei geologi (Cng), Gian Vito Graziano, si dichiara però perplesso per la proposta, paventando che questa assicurazione diventi "solo un problema economico o addirittura una via di fuga per il Governo, mentre servono norme chiare, oggi troppo frazionate, e chiare responsabilità". Graziano dubita della "concretezza politica di voler davvero procedere a un Piano che sia complessivo per la messa in sicurezza del territorio italiano e dei suoi cittadini". Un aspetto della proposta è però positivo: "L'assicurazione obbligatoria può infatti creare maggiore consapevolezza del rischio nei cittadini che dovrebbero spendere soldi, alimentando così una responsabilizzazione dal basso" conclude il presidente dei geologi. "È questa la svolta culturale che Clini sta realizzando".

Antonio Coviello