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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 19 - 5 dic 2012
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Salute

Bambini cardiopatici: il problema dei Pvs

Si è tenuta nei giorni scorsi presso il Blue Note di Milano una serata a favore dell'associazione Bambini cardiopatici nel mondo dal titolo 'La favola continua'. Un'iniziativa all'insegna della musica e della solidarietà per salutare il 2012, che ha visto l'Associazione impegnata in numerosi nuovi progetti: dall'inaugurazione dell'Azadi Heart Center di Duhok (Kurdistan iracheno) agli accordi per la realizzazione del centro specializzato di Dakar (Senegal).

All'appuntamento hanno partecipato, con il presidente Alessandro Frigiola e la vice presidente Silvia Cirri, il jazzista Michele Di Toro che si è esibito in trio con Yuri Goloubev (contrabbasso) e Marco Zanoli (batteria), e l'attore Enzo Decaro, testimonial di Bambini cardiopatici nel mondo. Il ricavato della serata, che ha visto la presenza di oltre 200 persone e di sponsor quali Bisol con il prosecco Jeio Colmei, è stato devoluto a sostegno delle attività a favore dei piccoli pazienti, assicurate da oltre 150 volontari.

L'organizzazione non profit laica, grazie alla collaborazione di questi chirurghi, medici, infermieri e tecnici, opera nei paesi in difficoltà per dare una speranza di vita ai bambini malati di cuore. "Già da molti anni mi occupo di patologie congenite del cuore, perché sono sempre stato affascinato dalla funzione inesauribile di questo motore, fonte della vita", spiega Frigiola. "Un tempo non c'erano ancora soluzioni chirurgiche per correggere tutte le malformazioni e le metodiche diagnostiche erano limitate: molto spesso si assisteva impotenti alla morte di bambini con cardiopatie complesse, anche nei nostri paesi industrializzati. Temevamo che il problema fosse senza una possibile soluzione".

Per fortuna e con molta determinazione, però, si è giunti all'individuazione di nuove soluzioni e cure sperimentali, oggi alla base della cardiochirurgia pediatrica moderna, raggiungendo negli ultimi anni l'importante traguardo di una soglia di mortalità inferiore al 5%. "Questi dati, però, cambiano in maniera drammatica nei paesi in via di sviluppo per la mancanza di centri e medici specializzati in questa disciplina: qui la mortalità per la cardiopatia congenita è ancora vicina al 90%, soprattutto per i casi complessi", conclude il presidente.

U.S.