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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 19 - 5 dic 2012
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Socio-economico

L'Italia, in 30 anni di missioni

"Era il 23 settembre 1982 quando iniziò la missione in Libano, che si concluse il 19 febbraio 1984, e da allora tante cose sono cambiate. Per il contingente italiano fu un periodo intenso, carico di tensione e di pericoli, vissuto però con molta soddisfazione dai singoli e dalle forze armate. L'Italia, da un punto di vista internazionale, sembrava finalmente uscita dal letargo". Con queste parole il generale Franco Angioni, allora comandante della missione Italcon, ha inaugurato il convegno '1982-2012: trent'anni di missioni all'estero'. Un'occasione di dibattito sul ruolo che l'Italia svolge nelle operazioni internazionali di pace, sulla situazione negli scenari di crisi e un momento di riflessione sulle sfide presenti e future che il nostro Paese, così come la comunità internazionale, si prepara ad affrontare.

All'evento sono intervenute autorità politiche, militari e rappresentanti delle istituzioni italiane ed estere, quali l'ambasciatore d'Italia alla Santa sede, Antonio Zanardi Landi, che ha sottolineato come "le missioni militari all'estero sono la chiave di lettura per l'azione esterna dell'Italia, del pensiero politico e delle tendenze dell'opinione pubblica". Emanuele Parsi, docente universitario alla Cattolica di Milano, ha affrontato invece la rovente crisi mediorientale e gli sviluppi futuri: "Il conflitto arabo israeliano, attraverso una serie infinita di guerre, continua ad essere il principale elemento di permanenza nel quadro strategico militare". Il Capo di Stato maggiore dell'esercito, generale Claudio Graziano, ha testimoniato, attraverso la sua esperienza sul campo, - avendo comandato il battaglione in Mozambico nel 1992, la Multinational Brigade Kabul di Isaf in Afghanistan e la missione Unifil in Libano dal 2007 al 2010 - l'importante passaggio dall'esercito di leva a quello di professionisti e l'impiego dell'esercito nell'attuale contesto geopolitico e strategico.

Il generale Biagio Abrate, Capo di Stato maggiore della difesa, ha indicato un dato statistico significativo: ''Oltre 6.000 militari, che in questo momento sono in missione sotto l'egida delle principali organizzazioni internazionali (Onu, Nato, Unione Europea), hanno idealmente raccolto il testimone dalle decine di migliaia di uomini e donne che da trent'anni onorano il tricolore e accrescono il prestigio del Paese, portando ovunque la solidarietà "e l'umanità del popolo italiano". 

Paolo Capasso