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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 19 - 5 dic 2012
ISSN 2037-4801

Vita CNR   a cura di Francesca Gorini

Ambiente

Italiani al Polo Sud

Riparte la missione italiana in Antartide, che festeggia quest'anno il 28° anno di attività: il nostro Paese, infatti, è presente nel continente più a sud della Terra, dal 1985, con due stazioni e un programma scientifico finanziato dal Miur, il Piano nazionale di ricerche in Antartide (Pnra ), a cui partecipano circa 200 tra ricercatori e personale tecnico-logistico, coordinati da Cnr ed Enea.

L'8 novembre scorso alle 9.20 (21.20 ora italiana) una troupe di tecnici italo-francese è partita dalla stazione Massimo Zucchelli, di Baia Terra Nova, alla volta della base scientifica di Concordia. "Siamo arrivati alle 8.20, un'ora prima del previsto. La temperatura esterna era di circa -51°C, ed eravamo accarezzati da una leggera brezza mattutina", racconta Angelo Domesi, tecnico del Cnr. "Il team che ha trascorso qui, in completo isolamento, i nove mesi più freddi, quando le temperature arrivano sino a -80°, ha così avuto finalmente il cambio".

Due giorni più tardi, la Stazione Concordia ha regalato ai suoi occupanti il suggestivo spettacolo degli 'halo', gli anelli luminosi, che danno l'illusione di vedere contemporaneamente tre soli: un affascinante fenomeno ottico-atmosferico, dovuto alla rifrazione della luce solare da parte di piccoli cristalli di ghiaccio sospesi nell'atmosfera.

Della ripresa delle attività del Pnra si è parlato durante 'Italiani in Antartide', un incontro organizzato a Roma dal Reale circolo canottieri Tevere Remo, a cui ha preso parte, fra gli altri, Luigi Nicolais, presidente del Cnr, il quale ha spiegato la necessità di divulgare anche ai non addetti ai lavori la ricerca polare: "Le ricerche condotte in questo continente, utili a studiare i cambiamenti climatici e le possibili applicazioni alla medicina, dimostrano che non c'è più distanza fra ricerca applicata e di base". Un esempio che lo conferma è l'Ice fish, il 'pesce ghiaccio' dalla straordinaria capacità di eliminare dal proprio organismo globuli rossi ed emoglobina, perciò importantissimo per condurre studi di ematologia.

Nel corso della serata è stato stabilito un collegamento audio-video dalla base italiana di Mario Zucchelli con il capo della spedizione Alberto della Rovere, che ha evidenziato l'importanza dei carotaggi antartici, giunti a una profondità di oltre tremila metri, per ricostruire il clima e la composizione atmosferica di epoche remote.

Non sono mancati accenni storici da parte di Nadia Fusco, della Società geografica italiana, a partire dal primo avvistamento dell'Antartide da parte di Magellano nel 1520, fino alla seconda metà del XX secolo quando per la prima volta un italiano giunse  in territorio antartico: l'esploratore Giovanni Ajmone Cat nel 1969.

"È importante che l'Italia continui a perseguire i propri obiettivi scientifici in Antartide, in sintonia con quanto fatto sinora", ha concluso Enrico Brugnoli, direttore del Dipartimento scienze del sistema terra e tecnologie per l'ambiente del Cnr.

Antonella Tauro

Fonte: Enrico Brugnoli, Dipartimento Terra e ambiente del Cnr, tel. 06/49933836 , email direttore@dta.cnr.it -