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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 15 - 3 ott 2012
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Salute

Chirurgia italiana, la prima volta insieme

"Non scadere nel rigorismo burocratico che impoverisce solamente, tagliando senza cambiare. Che rigore sia, ma sia anche sviluppo ed equità". È il grido di allarme lanciato dai chirurghi italiani riuniti a Roma, all'Auditorium Parco della Musica, per il primo congresso nazionale unitario della chirurgia, alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e del ministro della Salute, Renato Balduzzi.

Per la prima volta 19 società scientifiche nazionali di area chirurgica hanno rinunciato al loro appuntamento annuale per realizzare un evento congiunto, rappresentativo della comune identità della chirurgia italiana. Un segnale di razionalizzazione e concertazione per riaffermare l'alto livello tecnico e scientifico di tutte le sue componenti e la capacità di gestire il difficile momento economico.

"Esiste anche un made in Italy della medicina, inserito in un sistema solidaristico che dobbiamo mantenere e che l'Organizzazione mondiale della sanità ritiene tra i primi al mondo", ha sottolineato il presidente del congresso e preside della prima facoltà di chirurgia dell'Università 'La Sapienza' di Roma, Adriano Redler. "La nostra forza è la squadra, perché l'Italia non investe più sui grandi nomi". Tuttavia ''un'organizzazione sanitaria a volte ancora lacunosa impedisce spesso un omogeneo trattamento sul territorio'' e le notizie di cronaca rischiano di ''alimentare una medicina difensiva e la caduta della professione. Nonostante la crescita della richiesta per l'accesso alla professione di questi ultimi anni".

Diversi i temi scientifici trattati al congresso: dalle competenze necessarie alle attività specialistiche, alle recenti linee guida e standard di settore per il miglioramento delle prestazioni, fino all'autonomia e responsabilità del chirurgo.

Alla cerimonia inaugurale, oltre a quasi 4.000 medici, hanno partecipato i più alti vertici istituzionali e politici. Tra questi il presidente Napolitano, che ha annullato il francobollo commemorativo stampato per l'occasione dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Avrà una tiratura di 2,7 milioni di esemplari e ritrae la figura di un uomo composta da 'ferri' utilizzati in chirurgia. "Quello che ho ascoltato è un discorso molto serio su come far corrispondere la tutela del diritto alla salute con le risorse disponibili. Il punto messo in grande evidenza è la necessità di cambiamenti seri al sistema", ha concluso il Capo dello Stato.

Silvia Mattoni