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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 14 - 19 set 2012
ISSN 2037-4801

Focus - Autunno  

Cultura

Scuola: focus sulla valutazione

L'interesse suscitato dalle tematiche legate alla scuola nell'opinione pubblica si limita spesso all'esperienza personale di studenti, docenti e genitori e vira solo occasionalmente verso più ampi dibattiti mediatici. Lo conferma una ricerca condotta dall'Istituto Cattaneo-Associazione Treelle del 2004, dalla quale emerge che solo il 6% degli italiani viene a conoscenza dei problemi scolastici dai mezzi di informazione, mentre il 59% attinge dalla propria esperienza personale e il 26% da quella dei propri figli.

"Analogo atteggiamento riguarda la valutazione del rendimento degli alunni, basata sull'esperienza personale, sul rapporto tra il genitore, il singolo studente e i professori della propria classe", sottolinea Roberto Reali, storico del Cnr. "Un limite che riguarda anche pubblicazioni di larga diffusione, le quali si soffermano sul singolo caso, sull'esempio, sulla vicenda emblematica riproponendo la medesima frammentazione e lo stesso annaspare tra il singolo fenomeno e la possibile soluzione dei problemi".

Nonostante ciò, l'interesse dei media sul tema valutazione, soprattutto nei mesi che precedono l'apertura delle scuole, aumenta. Per esempio, Maria Pia Veladiano su 'la Repubblica' ha attaccato i voti al di sotto del quattro, definendoli un giudizio sulla persona più che sul rendimento.

"I voti portano a interrogarsi sulla differenza tra scuola dell'obbligo e scuola media superiore, sugli insegnanti che si assumono questa responsabilità e sul ruolo delle famiglie che partecipano al percorso scolastico", commenta Reali.

È giusto che un voto numerico influenzi lo studente, la sua personalità, le sue scelte? E, soprattutto, l'intera preparazione, scolastica ed extrascolastica dell'individuo può essere valutata attraverso una media aritmetica? "Si tratta di 'discussioni ideologiche' sterili, come quelle che contrappongono i sacri principi di una più larga partecipazione alla conoscenza e chi vede nel merito e nella selezione il fine ultimo della scuola", aggiunge il ricercatore del Cnr. "Concentrarsi troppo sulla frammentarietà degli episodi tende ad allontanare l'impegno di genitori, docenti e alunni dallo scopo formativo, che è aumentare le conoscenze di base dei nostri studenti, la cui preparazione è inferiore agli standard europei e mondiali, e ridurre il numero di abbandoni scolastici, elevato nel nostro Paese".

Accanto ai sistemi di valutazione degli studenti si assiste oggi anche alla creazione di un sistema valutativo per i docenti, soprattutto in vista del loro reclutamento. "Quest'ansia da valutazione che sembra agitare il mondo della scuola e dell'università continua ad alimentare infiniti dibattiti ideologici ma potrebbe essere invece l'occasione per fare luce sui suoi reali problemi", conclude l'esperto del Cnr. "Invece di titoli a effetto sarebbe quindi utile avviare un confronto sui dati concreti e, invece di stilare classifiche, fornire proposte utili al superamento delle difficoltà senza contrapposizioni di principio".

Angela Galloro

Fonte: Reali Roberto, Progetto Bandiera Ricerca e innovazione tecnologica nei processi di conoscenza, tutela, valorizzazione e sicurezza dei beni culturali del Cnr,, tel. 06/49932195 , email roberto.reali@cnr.it -