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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 12 - 11 lug 2012
ISSN 2037-4801

Focus - Olimpiadi  

Salute

Per il podio non basta un fisico bestiale

Uno studio dell'Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa, svolto in collaborazione con la fondazione G. Monasterio della Regione Toscana, conferma come le elevate perfomance dei grandi campioni dello sport siano il risultato dell'equilibrio psico-fisico dell'atleta.

Il gruppo di ricerca coordinato da Alessandro Pingitore dell'Ifc-Cnr, e di cui fanno parte anche Giosuè Catapano, Alessandro Pardocchi, Fabio Brucini e Angelo Gemignani, ha evidenziato l'importanza di un approccio multidisciplinare ala preparazione atletica, in cui l'aspetto psicologico risulta essenziale e viene valorizzato rispetto ai tradizionali allenamenti, in cui era prevalente l'aspetto fisico.

"L'atleta oggi non è considerato pura forza muscolare ma un insieme funzionale e dinamico di sistemi e organi", spiega Pingitore.

Secondo i ricercatori, gli stadi psichici di un atleta sono quattro: una fase iniziale del 'desiderio', in cui un individuo sceglie di praticare uno specifico sport; una 'ludica', nella quale prevalgono gli aspetti legati al piacere del fare e in cui l'atleta apprezza il divertimento della pratica sportiva e la condivisione con gli altri delle gioie per la vittoria o la delusione per la sconfitta. Segue il momento 'agonistico', nel quale lo sportivo fa emergere le proprie ambizioni in un ambiente competitivo e aspira a migliorare abilità e prestazioni. Infine, c'è la fase del 'dovere', quando emerge il desiderio della vittoria, dell'affermazione sugli altri: è lo stadio predominato dalla componente narcisistica del soggetto.

"Questi aspetti determinano, nella vita psicologica dell'atleta, un forte stress, il cosiddetto 'carico allostatico', che causa nell'organismo uno squilibrio di elementi omeostatici essenziali e una risposta stressogena, quale la crescita della concentrazione di adrenalina e dei glucocorticoidi (cortisolo)", aggiunge il ricercatore dell'Ifc-Cnr. " Le conseguenze possono essere disturbi della sfera psichica, come ansia e depressione; alterazioni della qualità del sonno: anomalie della sfera immunologica, con sviluppo di infezioni ed infiammazioni, e conseguente calo delle prestazioni atletiche; insorgenza di traumatismi muscolari, fascicolari e articolari tipici".

Tecniche appropriate di respirazione controllata atte ad allenare e sviluppare la capacità polmonare sono finora state applicate solo da subacquei in apnea, con risultati stupefacenti e miglioramenti delle perfomance e della resistenza allo sforzo, oltre a prevenzione degli infortuni e riduzione della fatica.

Marco Caffarello

Fonte: Alessandro Pingitore , Istituto di fisiologia clinica, Pisa, tel. 050/3152605, email pingi@ifc.cnr.it